Il racconto della degustazione Abbiamo acquistato sul posto le bottiglie per la degustazione dedicata alla zona del Languedoc-Roussillon. Lo abbiamo fatto pur sapendo che la gran parte dei vini descritti non sono reperibili sul mercato italiano, anzi lo stimolo è stato proprio questo, provare a conoscere una zona emergente della Francia che presenta alcune interessanti similitudini con l'Italia centrale e meridionale. In primo luogo è in fase di grande rivalutazione lo stretto legame che c'è tra i vitigni e i rispettivi terroir, la fisionomia dei vini ricalca il calore e la concentrazione di alcuni Montepulciano e Nero d'Avola, al punto che l'espressione olfattiva ha la medesima ardente carnosità. Anche nel Languedoc-Roussillon c'è un confronto tra modernità e tradizione che spinge molti produttori a cercare nuove strade, e infine il prezzo delle bottiglie è sovente abbordabile a fronte di spunti qualitativi notevoli. Inoltre è stata un'occasione preziosa per proporvi un viaggio, a cura di Maurizio Landi ed Erasmo Gastaldello, i cui particolari potrete trovarli sul sito . Come al solito troverete nelle schede una descrizione seguita da una nota che può essere positiva, negativa o di carattere generale. I prezzi segnalati sono quelli praticati nelle enoteche francesi. Le schede sono messe in ordine alfabetico di denominazione (la francese AOC), poi di produttore e poi di vino. Troverete anche la scheda di un vino italiano, il Terziere 1998 dell'azienda Massavecchia: lo abbiamo messo perché rappresenta una delle migliori espressioni di Grenache, chiamato Alicante in provincia di Grosseto, fuori dalla Francia del Sud, e lo diciamo comprendendo anche la Spagna che di Grenache, in loco Garnacha, è grande specialista. www.Porthos.it Colore granato caldo. Naso vissuto, carnoso, di fiori macerati e lampone, ma anche di prugna distillata; la sua selvatica complessità è in fase di lancio, un tono affumicato lo attraversa dandogli un ulteriore aspetto di imprevedibilità. In bocca è denso, forse un po' surmaturo, ma il corpo non lascia dubbi sulla notevole qualità di base, l'equilibrio è forte e la progressione ha un bel finale. BANDOL CHÂTEAU DE PIBARNON 1998 La Cadière D'Azur – 0033494901273 LIRE 50.000 + E' una bottiglia importante che raramente delude i suoi fan: l'annata, con la sua solarità e le sue contraddizioni, c'è tutta, e così il terroir; inoltre il prezzo è assolutamente concorrenziale. - L'aspetto surmaturo farà storcere il naso a chi ama più integrità e forse non solo a loro. E' ottenuto da Mourvèdre al 90/95%. Colore granato molto intenso. Naso interessante, terroso, macerato poi il rovere segna l'inizio dello sviluppo che si apre a sentori animali, di menta, terra, e noci. In bocca ha un impatto felice, i tannini sono serrati e la materia sembra non mancare ma il finale è decisamente amaro. CAHORS CLOS TRIGUEDINA (BASE) 1998 Virè sur Lot - 0033565213081 LIRE 18.000 + Identità indubbia, dedicato a chi ama il Malbec vecchio stile. - Sensazioni così amare appaiono non solo segni di personalità ma anche sbavature produttive che a un certo livello qualitativo non sono ammissibili. E' ottenuto dal taglio tra Malbec (detto Auxerrois) 75%, Merlot 20%, Tannat 5. Colore tanto cupo da incutere timore. Naso concentrato, molto bordolese, rovere ma non solo, frutti neri e carne su tutti, con appena sotto caffè ed erbe medicinali; alcuni lo hanno trovato molto chiuso, forse troppo, altri ne hanno apprezzato la notevole solidità. In bocca è largo, ha grassezza ma anche i tannini molto forti del rovere, lo sviluppo è quasi interminabile mentre il vino non sembra mai sovramaturo. CAHORS CLOS TRIGUEDINA PRINCE PROBUS 1998 LIRE 33.000 + Vino impegnativo e per questo avvincente, come la versione meno importante è dedicato a chi ama la visceralità cupa e talvolta dolce del Malbec. - Non tutti hanno apprezzato il modo così esasperato della concentrazione, e forse un pizzico di eleganza non sarebbe stata male. La domanda è: è giusto chiederla? E' ottenuto con il 100% di Malbec che in loco si chiama anche Côt o Auxerrois: le viti hanno almeno 50 anni, alcune di queste arrivano al secolo di vita; la maturazione è in barrique tutte nuove e questo vino è una selezione delle migliori. schede a cura di s.b. sangiorgi con la collaborazione di giovanni bietti e mario plazio