Teroldego Rotaliano e Lagrein

Fotografia in bianco e nero, mossa: vigneti in primo piano e, sullo sfondo, rilievi boscosi di una valle alpina.

ANDATEGLI INCONTRO: SAPRANNO RICAMBIARVI

Il sottotitolo di questo servizio non vuole essere semplicemente un suggerimento per il lettore, un invito a vincere la diffidenza che ancora oggi circonda il Teroldego ed il Lagrein: esso in realtà esprime il percorso che noi stessi ci siamo trovati a compiere nell'affrontare la progressiva conoscenza di questi due vini. Come il consumatore, infatti, anche il degustatore può faticare a comprendere il vero carattere dei due più importanti rossi autoctoni del Trentino e dell'Alto Adige, per la loro storia, per la loro peculiarità e forse anche per le loro innegabili contraddizioni. Parliamo di due vini che, a parte l'ovvia contiguità geografica, hanno molti tratti caratteristici in comune ed allo stesso tempo alcune profonde differenze. Vini che ancora oggi, nonostante i notevoli progressi viticoli e tecnici, non riescono ancora a scrollarsi di dosso la fama di rustici, scontrosi, caratterizzati da tannini un po' ruvidi e da un frutto un po' aspro, a volte perfino selvaggio.