Spagna IL GUSTO, L'OLFATTO, LA MEMORIA Il mio primo incontro con i vini spagnoli (nonché con la stessa Spagna) risale esattamente a quindici anni fa. Se, sino ad allora, di tutta la nazione avevo una vaga conoscenza filtrata dalle letture scolastiche e dalle guide turistiche, di lì in poi la mia frequentazione è stata pressochè annuale. Certo non posso dire che il vino ne abbia rappresentato l'elemento determinante, ma volgendomi all'indietro posso meglio osservare con che intensità abbia scandito i diversi momenti di quel rapporto, ora sotto forma di visita ad una inserita a fatica in un viaggio denso di luoghi e persone, ora come riposante conclusione di una giornata trascorsa al mare, ora infine sotto le vesti di una rapida incursione nella piccola enoteca (Gourmet de Puerto de Santa Maria) meta delle impegnative passeggiate lungo le stradine dell'Andalusia alla guida ...del (passeggino) su cui era imbarcato mio figlio, che intollerante di ogni sosta imponeva con le sue urla di proseguire a meno che il proprietario non lo placasse con un sacchetto di (i saporiti grissini andalusi) Il mio rapporto con il vino spagnolo non è stato tanto segnato dalla scoperta di questa o quella zona vitivinicola: o meglio, questa non ha rappresentato che lo sfondo, un po' asettico, di un incontro che invece è transitato attraverso la conoscenza di alcuni vini specifici che hanno assunto per me il senso di veri e propri luoghi della memoria, evocatori non solo di profumi e sapori ma di atmosfere, pezzi di vita, come se dal calice si sprigionasse non solo un qualche aroma, ma una intera città o una miriade di persone, magari incrociate per pochi istanti. Di tanti eventi, anche dei più effimeri, serbo però una traccia densa, mi verrebbe da dire "glicerinosa" nella misura in cui li sento ancora adesi alle pareti della memoria. bodega cochecito picos