Il racconto della degustazione Nella degustazione abbiamo inserito la maggior parte dei produttori di questa regione importati in Italia - prestigiosi ma davvero pochi, vista la fama della zona e la qualità dei suoi vini -, ai quali abbiamo aggiunto qualche vino, reperito in loco, di altre aziende. Abbiamo inoltre tentato di "mescolare" un po' le carte, inserendo alla cieca Riesling provenienti da altre regioni; tutti si sono ben comportati, ma il loro carattere meno fine e delicato, meno "in filigrana" è risaltato con evidenza, e questa è stata una ulteriore dimostrazione dell'unicità e personalità dei vini provenienti dalla Mosella, dalla Saar e dalla Ruwer. In dettaglio, i vini "esterni" degustati erano un ottimo Kabinett '00 del Rheinpfalz, zona più calda e meridionale, di Müller-Catoir; un solido e già maturo Kabinett '98 del Rheingau proveniente da una cantina altrettanto celebre, quella di Robert Weil; una Spätlese trocken (ossia vinificata secca) '98 molto buona ma un po' troppo carica (naturalmente se paragonata ai pari tipologia della Mosella) di Dönnhoff, grande produttore della Nahe; e perfino un vino italiano, il Langhe Bianco '99 di Aldo Vajra, piacevole e dallo stile un po' "alsaziano", molto riuscito se consideriamo la zona di provenienza anche se fatalmente meno fine e caratteriale. Per finire, un paio di ringraziamenti: per la passione di Alessandro Bulzoni, che importa i vini di Schaefer, von Schubert, Loosen, oltre a quelli già citati di Dönnhoff, Müller-Catoir e Weil (tel. 06 8070494); e per la gentilezza di Giancarlo Matcovich, uno dei pochi selezionatori di vini tedeschi nel nostro Paese (tel. 06 8603365), che ci ha offerto l'opportunità di assaggiare i vini di Karlsmühle e di Heymann-Löwenstein. Il lettore noterà che al termine della degustazione non si trova il consueto "Giudizio della Ciurma": le aziende inserite sono infatti già di per sé selezionatissime, e realizzano vini di grandissima personalità e potenziale di evoluzione. I vini più memorabili sono forse quelli prodotti dalle aziende più internazionalmente note, ma le altre offrono vini di grande originalità e di una qualità appena inferiore ad un prezzo in genere più contenuto; idealmente, crediamo che andrebbero davvero provati tutti. WEINGUT FRITZ HAAG Wilhelm Haag è un uomo gioviale, disponibile ed entusiasta nel far assaggiare i suoi grandi Riesling che provengono da alcuni dei più celebri vigneti tedeschi in assoluto: il Brauneberger Juffer e soprattutto il Brauneberger Juffer-Sonnenuhr, un terreno che tende a dare vini di corposità superiore alla media della regione, ricchi di frutto, di volume e di energia. Ciò che il produttore aggiunge a questi caratteri territoriali è un'eleganza sopraffina, ed i suoi vini sono in gioventù fascinosamente contraddittori. Il Brauneberger Juffer-Sonnenuhr Kabinett 2000 mostra in pieno tale carattere coinvolgente, è forte di una mineralità acuta e viscerale ed al tempo stesso di una eccezionale finezza floreale, in bocca mostra lo stesso equilibrio tra severità ed accessibilità. La Spätlese dello stesso vigneto e della stessa annata ha un carattere naturalmente più complesso, quasi macerato nelle note di erbe, liquirizia e percorso dalla stessa vena minerale un po' aggressiva; il frutto è ancora in sottofondo, per ora un po' semplice, da caramella al cedro, ma in bocca esibisce uno stupendo ritorno di fiori e di agrumi, è un vino crudo e lungo, davvero importante; tra qualche anno darà grandi emozioni. WEINGUT HEYMANN-LÖWENSTEIN Ubicata a Winningen, nei pressi di Coblenza, questa è l'unica azienda della cosiddetta "Bassa Mosella" che abbiamo inserito in degustazione; una zona meno rinomata che spesso dimostra però di poter competere alla pari con le denominazioni più prestigiose ad un prezzo concorrenziale. Heymann-Löwenstein ha deciso di trasformare la minore fama della sua zona in un punto di forza commerciale, e sta sperimentando etichettature e denominazioni meno complesse ed articolate: il Riesling "Schieferterrassen" ("Terrazze di ardesia") 2000 che abbiamo provato, ad esempio, porta in etichetta l'indicazione QbA (sulla carta la meno prestigiosa nella gerarchia qualitativa tedesca) ma è in realtà vendemmiato tardivamente e vinificato secco, una Spätlese o addirittura una Auslese trocken. E' un vino particolarissimo, dallo stile a metà strada tra la finezza della Mosella e la forza dell'Alsazia: concentrato fin dal colore, percorso da note di pietra scaldata dal sole, agrumi (mandarini e buccia d'arancia, che fanno pensare alla presenza di muffa nobile sulle uve), menta, erbe ed un accenno di lieviti, in bocca è notevolmente strutturato, forse appena amaro ma di bella pienezza e continuità, davvero emozionale nei ritorni di agrumi, fiori e pietra. Non possiamo certo definirlo un modello di territorialità ma è un vino originalissimo e di grande carattere. Costa circa 8.78 Euro (!) sullo scaffale di un'Enoteca tedesca. WEINGUT VON HÖVEL Una delle due aziende della Saar inserite in degustazione, unica proprietaria di uno dei migliori vigneti della zona, l'Oberemmeler Hütte, dal quale provenivano i due vini assaggiati. Ottimo ma sorprendentemente "caldo" nelle note di fiori di camomilla, cedro e fiori di mimosa il Kabinett 2000, un vino che in bocca ha mostrato bella corrispondenza ed asprezza ma un carattere forse più spensierato di altri pari tipologia. La Auslese '99 è naturalmente più ambiziosa, mostra un naso già notevolmente variegato nelle note terrose, minerali e balsamiche ed un palato di grande finezza, cristallino ma anche viscerale nei ritorni di liquirizia, menta e pesca bianca. Una bella Auslese, forse non al livello delle migliori in assoluto ma coinvolgente e ricca.