Il racconto della degustazione La degustazione del Soave si è concentrata sull'annata 2000. L'esito di questa vendemmia non può essere paragonato a quello pregevole delle stagioni 1997 o 1996, ma gli spunti che emergono dall'assaggio testimoniano un generale miglioramento rispetto alla difficile stagione 1999. Il numero delle aziende aumenta nonostante il vino bianco non stia attraversando un periodo facile. E' probabile che numerosi viticoltori abbiano capito che curare in proprio tutti i passaggi produttivi gratifica dal punto di vista morale e da quello economico. Non si può invece parlare ancora di corale crescita qualitativa. Forse è difficile pretenderla in una fase di così intensa trasformazione e con a disposizione una vendemmia non riuscitissima. Il punto di svolta per le nuove aziende è riuscire a dare personalità ai propri vini, ispirandosi pure al percorso di produttori affermati ma evitando di seguirne pedissequamente i modelli. Tale salto di qualità non si può ottenere in poche stagioni, bisogna perciò essere comprensivi e al tempo stesso rilevare gli slanci di chi con maggiore coraggio sta cercando una strada propria. Le schede prevedono un breve commento sull'azienda ed una analisi dei suoi prodotti: abbiamo evitato l'impostazione tradizionale vista anche la somiglianza tra i vini, ponendo invece l'accento sugli aspetti qualitativi che possono fare realmente la differenza. Alla fine trovate una scheda dedicata ad Anselmi ed una a un produttore di Gambellara. I campioni sono stati in parte concessi dai produttori e in parte reperiti sul mercato con il sistema dello scambio con enotecari di fiducia. Bisson Soave (VR) 045/7680775 E' una realtà promettente da circa un ventennio, fa fatica a trovare la bottiglia che trascini – non è facilissimo per nessuno farlo con la Garganega – e quindi rimane nel novero delle aziende di seconda fila, ma questo non deve ingannare un consumatore attento perché negli ultimi anni i vini di Bisson hanno sovente offerto emozioni autentiche ed eleganti. Il vino meno interessante della serie è il Soave Doc '00, fatto all'esterno della zona Classica: ha un che di pungente nei profumi e trova difficoltà a farsi sentire in bocca. Raffinato, minuzioso è invece il Soave Bissoncello '00, sa di Garganega con sentori di fiori bianchi e mela matura, la pulizia è l'aspetto gustativo più confortante unito alla proverbiale delicatezza della tipologia. I profumi del Soave Classico sono in un tempo attraenti ma anche prevedibili, hanno una bella continuità e si ripropongono in bocca con un moderato vigore, lo sviluppo del sapore è asciutto, un po' amaro ma sa tenere senza sbavature. Euro 4.50 (base) 5 (Bissoncello) 6 (Classico) Ca' Rugate Brognoligo di Monteforte d'Alpone 045/6175082 Cantina di buone dimensioni e con un parco vigneti davvero considerevole, la Ca' Rugate dei fratelli Tessari si distingue per una gamma piuttosto ampia, unita ad una buona qualità media. A queste garanzie dall'inequivocabile stampo professionale Gianni Tessari, responsabile produttivo dell'azienda, cerca di dare anima pulsante alle proprie bottiglie. La cautela è d'obbligo in un momento in cui i bianchi sono difficili da vendere, ed i clienti abituali sono un bene preziosissimo, ma Gianni e suo fratello si sono presi più di qualche rischio al punto che in degustazione cieca i vini sono riconoscibili e non si dimenticano facilmente. Il prodotto più confortante di questa tornata è senz'altro il Soave Bucciato '00, ottenuto con la vinificazione in presenza di bucce, pratica molto diffusa nella frazione di Brognoligo fino agli anni '60: è caldo sin dal colore, ha una spiccata personalità olfattiva a metà strada tra la notevole e un po' scomposta energia offerta dalla versione '98 (la prima), e la suadenza della meno convincente '99; è ricco nei profumi al punto che la proverbiale "vinosità" viene sommersa da sentori di nocciola, miele, frutta e fiori maturi, in bocca è elegante, il rovere torna con delicatezza, il finale è pulito e in crescendo. Provatelo con un piatto di salumi e del formaggio fresco, ne apprezzerete la bella carnosità. Il '99 è invece in una fase involutiva, ha perso fragranza e il rovere sta schiacciando progressivamente la spontaneità dei profumi. Il Soave "base" ha una rotondità troppo cercata, non manca di buona corposità ma il finale si attesta su un tono prevedibile. Il Soave Monte Alto è maturato in barrique e rappresenta il prodotto più ambizioso dell'azienda: la versione '00 è in una fase espressiva un po' facile, crediamo si chiuderà per un po' e poi tornerà fuori con una complessità più intrigante; se così non accadrà, sarà una piccola occasione persa visto che dall'assaggio emerge l'ottima materia di base. Il Soave più atteso di Ca' Rugate è sempre il Monte Fiorentine, dalla vendemmia 2000 non è però uscito il bianco incisivo e vivido che ci aspettavamo, la sua espressione si attesta così su un tema più prevedibile di apprezzabile struttura e delicata territorialità. Euro 7.00 (base) 10 (Bucciato) 9.50 (Monte Alto) 8.50 (Monte Fiorentine) Cantina del Castello Soave (VR) 045/7680093 Arturo Stocchetti ha trasformato in un decennio quella che era una buona azienda commerciale in una realtà che possiede ottimi vigneti di proprietà. Il grosso della produzione è ancora fornito da viticoltori di fiducia, ma sono cresciuti la competenza tecnica e quel senso di responsabilità che servono a dare a tutte le bottiglie una personalità più riconoscibile. Nel contempo, da parte nostra, è maturata una maggiore aspettativa nei confronti dei suoi vini e così questa può essere considerata una stagione di svolta: abbiamo sentito cose decisamente interessanti ma anche vini la cui messa a punto è ancora molto precaria.