Il rifugio di ferro
C'era una pelliccetta morbida sul letto, pronta per ogni sera d'allarme. E c'erano le bambole, allineate come piccole sentinelle nella penombra del rifugio. Quando suonavano le sirene, il paese si muoveva silenzioso verso una tana di lamiere, costruita da un uomo che sapeva forgiare il ferro come se stesse scrivendo poesia. Percoto, nel cuore del Friuli, si raccoglieva nella casa dei Bulfoni, e il rifugio realizzato da papà Luigi diventava un ventre sicuro dove i bambini potevano ancora credere che la guerra fosse solo un gioco da grandi.
Giannola non ha paura di raccontarlo: i suoi ricordi della guerra sono belli. Un po' si vergogna, come se la felicità infantile avesse bisogno di chiedere scusa. Ma era una bambina, e l'infanzia – quando è fortunata – ha il dono dell'incanto anche nei momenti più cupi. Nata il 27 settembre del 1938, seconda di due sorelle, cresce in una famiglia che dell'audacia ha fatto la sua regola.