A piedi nudi nel mosto
Ha quattro anni e i piedi immersi nel mosto. Non è un gioco, è una missione.
Stefania è piccola ma determinata. Se un operaio sale nella vasca con i piedi sporchi o, peggio, si accende una sigaretta, lei lo ferma. «No, così non si fa. Qui si pigia puliti. Qui si rispetta il vino». Non è per ribellione, è per amore. Ha già capito che il vino è un essere vivente, che va custodito, protetto. E nessuno, neanche un adulto, può violare quel rito, un rito che nella cantina di papà è una religione.
Nata nel 1965 a Torano Nuovo, in Abruzzo, Stefania è la primogenita di Emidio Pepe, una leggenda del vino italiano. La sua infanzia è un intreccio di vendemmie, fermentazioni e gesti antichi. Uno dei ricordi più vivi è la mano del nonno, quella con il dito mancante. Quando vanno insieme in vigna, lei gli prende proprio quel moncherino per farsi guidare. Lui la porta con sé a innestare, e a lei tocca la valigetta di legno, che si apre e si srotola come un piccolo scrigno. Dentro ci sono gli strumenti per gli innesti, e Stefania li guarda con meraviglia.