La liquirizia è femmina
C'è un punto della Calabria dove il mare sa anche di liquirizia. Succede a Rossano o, meglio, nella sua parte più bassa, Rossano Mare, che sfuma lentamente nella frazione Amarelli – nome che non appartiene al luogo per eredità geografica, ma per lignaggio familiare. È la stirpe degli Amarelli ad aver battezzato quel tratto di terra con il proprio cognome, e non il contrario.
Il paese, sparso tra il centro storico in collina, la stazione ferroviaria e la costa, ha il passo lento e il respiro lungo dei luoghi antichi, abitati più dal tempo che dalle persone. A Rossano Mare, nel tardo pomeriggio, si incontrano i pescatori che tirano su le reti tra le barche sbucciate dal sole e una brezza salmastra che porta con sé una nota sorprendente: un sentore scuro, dolciastro, profondo.
È l'odore della liquirizia. Un profumo persistente che si mescola alla salsedine e che tradisce la vicinanza della storica fabbrica, a meno di un chilometro, dove le radici di Glycyrrhiza glabra vengono ancora bollite secondo un rituale antico.