Donatella Marino

LA CASA DAL CUORE LARGO

Al Nord per amore

Donatella nasce in una notte di maggio, il 5 del 1967, in una casa affacciata sulle colline di Pisciotta. Una casa che non è soltanto il luogo di un parto, ma il ventre stesso della sua storia: lì, tra mura antiche e spesse che odorano di olio e limoni, viene al mondo in una famiglia che non ha nulla del patriarcato. Anzi, incarna il suo esatto contrario. Una matriarca al comando, la nonna. Le zie, le cognate, le bisnonne, donne come colonne, donne che tengono su il tetto con le mani.

Non è la casa borghese dei salotti chiusi. È una casa pulsante come un cuore, grande abbastanza da contenere generazioni e mestieri. C'è il nonno che gestisce una fabbrica di acque gassate, "bibite" le chiamano: gassosa, aranciata, chinotto. In inverno, invece, c'è il frantoio, e le notti si popolano di uomini che lavorano l'olio, tra il vapore e il rumore delle macine. I negozi di alimentari sono almeno due, e la porta è sempre aperta. Dentro, in ogni stanza, qualcuno cucina, impasta, pesa, conta, prega, ride.