UNA STORIA D ’AMORE Donna Marta TENUTA LE MOJOLE ... perché questo non è un lavoro fatto per chi ha fretta... bisogna imparare ad aspettare... DOVE SONO FINITA Una signora dall’aria distinta ci accoglie sull’uscio del cancello della Tenuta Le Mojole. “Quando ti chiedono dove hai la vigna e tu gli dici nella valle del Calepio, devi mostrare la cartina per fargli capire dove sei, oppure dare alcuni punti di riferimento molto approssimativi: “tra Bergamo e Brescia. Così (non) ti riconoscono e ti identificano con la Franciacorta…. ma noi non siamo in Franciacorta, siamo un po’ più spostati verso Bergamo. E questo accade quando parli con italiani che non vivono in Lombardia, figuriamoci quando parli con degli stranieri…”. Ci accompagna fino in cima ai suoi terreni e più saliamo verso la tenuta, più il panorama assomiglia a un piccolo angolo di paradiso. La giornata è limpida tanto da far intravedere da una parte i grattacieli milanesi avvolti da una coltre grigia e dall’altra la neve candida delle Alpi. La Tenuta Le Mojole si trova a un’altitudine di 250 m sul livello del mare, da dove si apprezza un panorama suggestivo; per tutto il percorso dentro il vigneto ci accarezza un venticello leggero. Questa zona collinare situata al centro della Lombardia è riconosciuta e rinomata come zona di produzione di grandi vini, in prevalenza rossi. L’estensione della tenuta è di circa tre ettari in posizione privilegiata, ottimamente esposta al sole e adagiata sulle pendici di un anfiteatro naturale. DONNA MARTA, LA CANTINA E LA VIGNA Marta Mondonico, per tutti Donna Marta, è la titolare della tenuta e ci introduce con grande cortesia e gentilezza al suo team. Non l’avrei mai conosciuta se non fosse stato per il mio amico Thomas, al quale sono grato, che un giorno di parecchi anni fa, mi ha invitato nella Tenuta Le Mojole durante la vendemmia. Iniziamo la visita in cantina: l’azienda mostra una pulizia estrema, ogni angolo è perfettamente lindo e meticolosamente ordinato… mentre camminiamo, Donna Marta ci dice: “La sentite?” Tutti cerchiamo di acuire l’udito e quasi trattenendo il fiato, riusciamo ad avvertire in sottofondo delle note di musica classica, quasi impercettibili. Con la sua serenità e naturalezza, ci spiega che la musica aiuta il vino a trovare la giusta concentrazione, il giusto equilibrio e a cullarlo in ogni suo processo. Lei stessa ammette che dopo un attento processo in vigna e una rigorosa selezione delle uve, il vino va viziato e coccolato se si vogliono avere dei grandi risultati. È la prima volta che mi capita di sentire una cosa simile, ma, in effetti, quelle note quasi impercettibili, trasmettono una certa serenità e aiutano a mantenere un ambiente rilassato e disteso. Sembra di respirare qualcosa di magico come se nell’aria ci fossero delle note gentili, non riuscendo a distinguere se siano quelle piacevoli del legno che arrivano dalle barrique o della musica che hanno preso il sopravvento. UNA STORIA D’AMORE Donna Marta, inizia a raccontarci che è proprio qui dove tutto è nato, quasi per caso… Roberto, il marito di Marta, appassionato di vini e imprenditore, compra nel 2002 questo angolo di paradiso con il sogno di avere una piccola azienda per produrre vino di alta qualità per sé e per gli amici; ma il suo lavoro, quello principale, non gli dà abbastanza spazio per dedicarcisi e allora chiede a sua moglie, o meglio, Marta intuisce che deve fare qualcosa in suo aiuto. Però (c’è sempre un però…) lei è astemia, non sa nulla di vino, di vendemmia, di antociani, di tartrati, di tannini, di grado alcolico… Come potrebbe entrare in gioco? Con la pacatezza e con il fascino di donna di classe, ci lascia a bocca aperta: “quando vuoi bene a una persona e questa persona ha un sogno che non riesce a realizzare, beh… come minimo gli dai una mano. E così è stato ”. E ora è perdutamente innamorata della sua vigna e della sua tenuta. Come è possibile che una signora che non sa nulla di vino e pure astemia, possa arrivare solo a pensare di produrre vini di qualità? “Tutta questione di passione”, ci racconta, “la passione può condurre ovunque…”. Siamo quasi disorientati dall’intensità delle emozioni che Marta ci trasmette con ogni sua spiegazione. LA FATICA Eppure Donna Marta, da perfetta sconosciuta del settore, ci appare come una maestra che conosce Passione sì, ma non senza fatica. “Ho iniziato con molte difficoltà; venivo da altre esperienze lavorative e non sapevo nulla di vino e di processi di vinificazione. Mi ha guidato l’amore passo per passo, attraverso difficili momenti di apprendimento, passando non mi vergogno a dirlo, anche per il pianto di chi a volte ha paura di non riuscire a capire”. “Passavo la notte a leggere libri sulla potatura, su come far crescere i vitigni, capire le condizioni meteorologiche, le caratteristiche peculiari di questo territorio… Ero mossa dalla curiosità perché questo mondo più lo conoscevo e più mi affascinava; e più ne sai e più ne vorresti sapere”. “Mi hanno affidato questa tenuta che era già in essere e ho rivoluzionato tutto: ho dedicato molto tempo alla ricerca, tramutando ciò che imparavo nel lavoro di ogni giorno e portando nuove tecniche in cantina e in vigna; è così che siamo arrivati ai grandi risultati di oggi”. Nelle campagne intorno, la gente mi dava della matta: “la sciura de Milan l’è mata…”. tutto, o quasi, riguardo l’arte delle viticultura; come nel nella sua prima vita professionale, insegnante volontaria con una passione per la lingua araba, quando aiutava i primi bambini di quei paesi lontani a inserirsi nelle classi elementari della scuola italiana, ancora una volta per passione! “Nel mondo della viticoltura che è in continua evoluzione, ho incontrato tante persone in questi anni, persone che a volte mi hanno anche delusa, ma che non mi hanno mai tolto la voglia di mettermi in gioco. Personalmente credo di aver scelto quelle giuste, senza le quali non ce l’avrei mai fatta. Ho instaurato dei rapporti sani, di amicizia che mi hanno portato a fidarmi e lavorare in perfetta simbiosi. Mi hanno insegnato tanto e ora siamo diventati un team dinamico e affiatato, ciò ci ha fatto raggiungere eccellenti risultati. Ho inoltre avuto la fortuna di incontrare un agronomo e un enologo straordinari con i quali riusciamo a capire come sarà l’evoluzione del vino e progettare il percorso in anticipo del vino ”. Un bel vantaggio quando si parla di vino… Senza dimenticare la qualità e la scelta di una resa per ettaro tenuta bassissima, per avere uno standard molto alto nei vini ancora; e della meticolosità del suo team nel gestire ogni processo, cose entrambe votate a rivalutare il territorio della Valcalepio e portarne l’eccellenza oltre i confini nazionali. ATTESA E APOTEOSI Insomma, tra donna Marta e questa tenuta è nato un grande amore, fatto di fatiche, sacrifici, ma anche di grande passione per la propria vigna e per tutte le persone che insieme a lei credono in questo progetto. “L’etichetta che ho scelto per le mie bottiglie, arriva da un dipinto di Lucio Fontana e sta a rappresentare l’Attesa: perché è solo con tanta pazienza e sapendo aspettare, che un bravo vignaiolo può raccogliere i frutti del suo lavoro. Questo non è un lavoro per chi ha fretta”. Donna Marta TENUTA LE MOJOLE Via Madonna delle Vigne 24060 Tagliuno di Castelli Calepio BERGAMO www.lemojole.it