La sostenibilit sociale come impegno di filiera Diego Saluzzo Diego Saluzzo pone l accento sul tema, oggi centrale nel dibattito sulla sostenibilit , del peso della non sostenibilit sociale, richiamando l attenzione sulle implicazioni sistemiche dei fenomeni di lavoro irregolare e sulle ricadute reputazionali ed economiche che tali criticit determinano per l intera filiera produttiva. In questa prospettiva, la responsabilit sociale non pu essere intesa come un attributo individuale della singola impresa, bens come un impegno collettivo che coinvolge l intero sistema produttivo e territoriale. La nozione di responsabilit diffusa di filiera implica pertanto un cambiamento di paradigma: la sostenibilit non deve essere percepita come costo, ma come investimento strategico e strumento di protezione dell identit territoriale. In un contesto globalizzato e fortemente competitivo, la coesione sociale, la trasparenza contrattuale e la valorizzazione del capitale umano diventano condizioni imprescindibili per garantire la resilienza economica e la credibilit dei distretti produttivi. In tale ottica, l adozione di modelli di governance consortile assume un valore decisivo. Il consorzio, lungi dall essere mera entit di rappresentanza, deve configurarsi come soggetto di coordinamento strategico e gestore dei rischi di comparto, capace di orientare le scelte collettive in materia di prezzi, disciplinari, forme di autoassicurazione e responsabilit sociale. L innovazione non pu dunque limitarsi agli aspetti tecnici o produttivi, ma deve estendersi ai modelli organizzativi, coinvolgendo competenze giuridiche, economiche e di marketing strategico, in una prospettiva integrata e multidisciplinare. Il riferimento alle evoluzioni normative europee, e in particolare al Regolamento (UE) 1143/24, conferma la necessit di un allineamento tra dimensione locale e quadro comunitario. Le politiche europee in materia di sostenibilit sociale ed economica delineano infatti un orizzonte in cui la conformit normativa si intreccia con la competitivit territoriale, richiedendo forme di progettualit condivisa e di cooperazione interterritoriale. Diego Saluzzo individua, in questo senso, la costruzione di progetti concreti tra consorzi monferrini e langaroli come via per rafforzare la funzione sociale del viticoltore e prevenire la marginalizzazione di aree produttive fragili, quali l Ovadese. Ci implica un processo di revisione complessiva non solo degli strumenti regolamentari, ma anche delle logiche di governance, al fine