VITICOLTURA Gestire il suolo nei vigneti in pendenza tra conservazione e nuove tecnologie Sofia Matilde Luglio e Lorenzo Gagliardi DiSAAA-a, Università di Pisa La gestione del suolo rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per garantire la sostenibilità della produzione nel lungo periodo e non interessa solo l'economia Nei vigneti del Mediterraneo la gestione del suolo rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per garantire la sostenibilità della produzione nel lungo periodo. Non conta solo per l'economia: i vigneti contribuiscono anche a modellare il paesaggio e potenzialmente possono fornire servizi fondamentali per l'ambiente, come la conservazione della biodiversità, la protezione delle risorse idriche e l'assorbimento del carbonio. Tuttavia, proprio nelle zone in cui la viticoltura è più diffusa, soprattutto nelle aree collinari e in pendenza, emergono problemi significativi legati alla degradazione del suolo, che mettono a rischio la sostenibilità della produzione nel lungo periodo. Uno dei motivi principali è che molti vigneti mediterranei sono stati impiantati su terreni poveri e spesso ripidi. A questo si aggiunge il clima, sempre più caratterizzato da piogge intense concentrate in brevi periodi e da lunghe fasi di siccità. Questa combinazione rende il suolo particolarmente esposto all'erosione. In questo contesto, il modo in cui il vigneto viene gestito diventa decisivo: può aggravare i processi di degrado oppure, al contrario, contribuire a proteggere e conservare il suolo. PENDENZA ED EROSIONE La pendenza rappresenta uno dei principali fattori che influenzano la gestione del vigneto e i processi che lo caratterizzano. Essa può condizionare il movimento dell'acqua, il drenaggio, la distribuzione della radiazione solare e la dinamica dell'aria fredda. In condizioni di lieve acclività, comprese tra il 5 e il 7,5%, si possono osservare effetti positivi, come un miglior drenaggio dell'aria che riduce il rischio di gelate primaverili (Trinidad Morales-Henríquez , 2022). Tuttavia, all'aumentare della pendenza, crescono in modo significativo le difficoltà operative e il rischio di degrado del suolo. Le lavorazioni diventano più complesse, la meccanizzazione più rischiosa, la gestione complessiva del vigneto più onerosa e i processi erosivi tendono ad intensificarsi. et al L'erosione del suolo costituisce una delle principali forme di degradazione nei sistemi agricoli e interessa in misura particolarmente rilevante i vigneti mediterranei. In questi contesti, la combinazione tra pendenza, tessitura del suolo e pratiche agronomiche determina condizioni favorevoli alla perdita di suolo. Le lavorazioni intensive, frequentemente adottate per il controllo delle infestanti sia nell'interfila sia nel sottofila, contribuiscono in modo significativo a peggiorare la situazione. L'azione meccanica degli attrezzi rompe gli aggregati del suolo, riducendone la stabilità strutturale e favorendo la formazione di superfici nude e suscettibili all'impatto delle gocce di pioggia. La conseguente formazione di croste superficiali limita l'infiltrazione dell'acqua e aumenta il ruscellamento, innescando processi erosivi che possono risultare particolarmente intensi durante eventi meteorici di elevata intensità. A questi fenomeni si aggiunge la redistribuzione del suolo lungo il pendio indotta dalle lavorazioni, che nel tempo determina una perdita di terreno nelle porzioni sommitali e un accumulo nelle aree più basse. Questo processo altera la variabilità spaziale delle proprietà fisiche e chimiche del suolo, influenzando la disponibilità di acqua e nutrienti e, di conseguenza, la crescita della vite e la qualità delle uve.