VITICOLTURA Sarà Famoso Riccardo Castaldi R&S Terremerse Varietà aromatica a bacca bianca quasi dimenticata, il Famoso è stato riscoperto all'inizio degli anni 2000 e vive oggi una "seconda vita" nei vigneti della Romagna Come ben noto a tutti gli operatori della filiera, puntare sulla qualità, pur rimanendo imprescindibile, non è di per sé sufficiente a garantire il successo di un vino, in quanto è essenziale valorizzare tutti quegli aspetti capaci di renderlo distintivo, riconoscibile e, idealmente, unico. In questo complicato scenario, in cui gioca un ruolo determinante il – l'insieme delle caratteristiche di suolo, clima e tradizioni dell'area considerata – possono assumere un ruolo strategico i vitigni autoctoni e tradizionali. Spesso relegati a superfici ridotte o addirittura a rischio di scomparsa, essi rappresentano una risorsa preziosa, soprattutto in un Paese come l'Italia, ricco di biodiversità viticola in ogni regione. Se alcune di queste varietà mostrano limiti qualitativi (motivo per cui sono state progressivamente abbandonate), molte altre possiedono invece potenzialità interessanti e sono state accantonate nel recente passato a favore di vitigni più produttivi, più semplici da gestire o più richiesti dal mercato. Anche se nella maggioranza dei casi i vini delle varietà autoctone e minori sono destinati a rimanere prodotti di nicchia, questi vitigni possono contribuire a rafforzare l'identità dei territori e ad ampliare l'offerta delle aziende. Paradossalmente, la loro scarsa notorietà, un tempo considerata un punto debole, si è in molti casi trasformata in un valore aggiunto. terroir Il grappolo del Famoso è di dimensioni medie, piuttosto spargolo e con acini grossi IL FAMOSO, UN NOME CHE NON È STATO UN DESTINO Tra i vitigni autoctoni e tradizionali della Romagna rientra il Famoso, riscoperto grazie al progetto "Vitigni minori", promosso dalla Regione Emilia-Romagna e sviluppato dal CRPV (ora Rinova) di Tebano in collaborazione con l'Università di Bologna. Si tratta di una varietà a bacca bianca, ufficialmente iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite nel 2009. Essendo un vitigno aromatico, il suo ritorno è avvenuto in un momento favorevole, dato l'interesse del mercato verso questa tipologia di vini negli ultimi anni. Il successo degli aromatici si deve non solo alla piacevolezza e intensità sensoriale, ma anche all'immediata riconoscibilità, molto apprezzata dai consumatori. Le origini del Famoso risalgono almeno al XV secolo: un documento del 1437, relativo ai dazi del Comune di Lugo di Romagna, ne attesta l'utilizzo sia come uva da vino sia per il consumo fresco. La sua diffusione nel territorio romagnolo è ben documentata anche nell'Ottocento, periodo in cui partecipò a importanti eventi come la Mostra ampelografica di Forlì del 1876 e la Fiera dei vini di Rimini del 1886. Dopo un lungo periodo di oblio, che ha visto l'affermazione del Trebbiano romagnolo a scapito di tutti gli altri vitigni a bacca bianca presenti in Romagna, il Famoso è stato riscoperto nel 2000 in un vecchio vigneto nel territorio di Mercato Saraceno, in provincia di Forlì-Cesena. Le analisi morfologiche a suo tempo eseguite, hanno evidenziato una stretta corrispondenza con il vitigno noto come Valdoppiese o Rambella, confermata successivamente anche dall'analisi del profilo genetico. È stato inoltre chiarito dall'analisi del DNA che non esiste alcuna relazione con un altro vitigno omonimo diffuso in passato tra Pesaro e Rimini. CARATTERISTICHE INTERESSANTI DI ADATTAMENTO Dal punto di vista fenologico e morfologico, il Famoso presenta caratteristiche interessanti. Il ciclo vegetativo è medio: germoglia e fiorisce leggermente più tardi rispetto allo Chardonnay, tanto che l'epoca di germogliamento gli consente spesso di sfuggire alle ultime gelate primaverili, mentre la maturazione avviene in epoca medio-precoce. La foglia è piccola, trilobata e di forma cuneiforme, mentre il grappolo è conico, spesso alato, di dimensioni medie e piuttosto spargolo. Gli acini, di colore verde-giallo, hanno buccia spessa, polpa consistente e un aroma caratteristico a base terpenica, che ricorda il Moscato. La struttura del grappolo, spargolo, e lo spessore della buccia contribuiscono a una discreta resistenza alla botrite e ai marciumi in generale. Sotto il profilo vegetativo il Famoso si presenta come un vitigno dotato di buona vigoria e si contraddistingue per la buona fertilità delle gemme basali, portata alla luce negli ultimi anni, grazie anche alle prove condotte dalla Ricerca e Sviluppo di Terremerse.