VITICOLTURA Un nuovo strumento molecolare per la diagnosi rapida dei patogeni del legno Vladimiro Guarnaccia, Greta Dardani, Martina Sanna, Davide Spadaro DISAFA e AGROINNOVA, Università degli studi di Torino Dalla ricerca una nuova soluzione per rilevare tempestivamente e con precisione gli agenti delle malattie del legno in vivaio e in vigneto Le malattie del legno della vite ( , GTDs) rappresentano una delle principali cause di declino produttivo e riduzione della longevità dei vigneti a livello mondiale. La gestione efficace di queste malattie è complicata per la complessità sintomatologica, le ridotte possibilità di interventi curativi e la difficoltà di effettuare diagnosi precoci e accurate. Tutti questi fattori limitano il riconoscimento precoce delle patologie e l'adozione di strategie di difesa mirate. Le GTDs sono considerate sindromi complesse, associate a diversi funghi patogeni in grado di colonizzare i tessuti legnosi della vite, determinando un'ampia varietà di sintomi sia visibili sia latenti. Tra le malattie del legno della vite, il mal dell'esca è storicamente quella più diffusa e studiata nei vigneti europei e italiani. Negli ultimi anni la moria da Botryosphaeria ( ), associata a diversi funghi appartenenti ai generi , e , è stata segnalata con crescente frequenza anche nei vigneti piemontesi, oltre a essere già ampiamente documentata in diverse regioni italiane. Tali specie sono in grado di penetrare i tessuti dell'ospite e avviare il processo infettivo prevalentemente attraverso le ferite, come quelle prodotte durante le operazioni di potatura o associate a danni meccanici. Un recente studio condotto in Piemonte ha infatti evidenziato la presenza e l'ampia diffusione di numerose specie fungine correlate con la moria da Botryosphaeria, in associazione a diverse cultivar, tra cui Barbera, Cortese, Erbaluce, Moscato, Nebbiolo e Timorasso, nelle principali aree viticole della regione. Grapevine Trunk Diseases Botryosphaeria dieback Botryosphaeria Neofusicoccum Diplodia I patogeni sono noti per la loro capacità di rimanere latenti nei tessuti vegetali, per cui la pianta può rimanere asintomatica anche per diversi anni, nonostante la malattia continui a progredire. Inoltre, si tratta di funghi polifagi e ubiquitari, ampiamente diffusi e associati non solo alla vite, ma anche ad altre colture arboree di rilevanza agraria, come nocciolo, melo e mirtillo. Attualmente non sono disponibili prodotti curativi efficaci e la gestione si basa principalmente su strategie preventive, supportate da corrette pratiche agronomiche integrate dall'uso di strumenti che permettano di rilevare tempestivamente i patogeni. La rapidità è rilevante nei vivai, dove le fasi produttive delle giovani barbatelle includono vari momenti critici a rischio di infezione (taglio, innesto, ecc.). La possibilità di individuare precocemente i patogeni di interesse mediante metodi diagnostici rapidi e affidabili può consentire di selezionare materiale di propagazione sano, contribuendo a ridurre la diffusione delle infezioni già nelle prime fasi della filiera vivaistica. UN NUOVO STRUMENTO DIAGNOSTICO: COME FUNZIONA E COSA RICONOSCE La ricerca scientifica riveste un ruolo chiave nello sviluppo di strumenti innovativi a supporto della gestione fitosanitaria dei vigneti. Il Centro Interdipartimentale Agroinnova dell'Università di Torino ha recentemente sviluppato un nuovo strumento molecolare per la diagnosi rapida di due importanti patogeni associati alla moria da Botryosphaeria: e (Dardani , 2025) Neofusicoccum parvum Botryosphaeria dothidea et al.