VITICOLTURA Biologico: avanti piano, quasi indietro Maurizio Gily Cambiamento climatico, nuovi parassiti e limitazioni normative stanno rallentando la crescita della superficie a vigneto biologico in Europa, e già diverse aziende si sono riconvertite alla difesa integrata I francesi hanno più rispetto degli italiani per la loro lingua e quando serve una parola nuova la inventano in francese. Ultimamente hanno coniato due neologismi, entrambi riferiti all'agricoltura biologica: " ", cioè conversione all'indietro, e " ", che vuol dire va bene il biologico, finché si può, ma a mali estremi, estremi rimedi. In un articolo pubblicato su Vitisphere a giugno 2025 Laure Verdeau, direttrice dell'Agenzia francese per l'agricoltura biologica (Agence Bio), spiega: "Con 6.724 ettari in meno di vigneti certificati biologici nel 2024, pari a un calo del 4% rispetto al 2023, il settore dei vigneti biologici sta vivendo il suo primo calo dopo decenni di crescita. Questo calo è ancora più significativo se si considera che il settore vitivinicolo è stato l'unico ad aver superato l'obiettivo nazionale del 21% di superficie biologica". Un altro dato è impressionante: la superficie in conversione è scesa a 22.702 ettari, con un calo del 43% rispetto al 2023 (che aveva già registrato un calo del 34% nelle conversioni). déconversion flexi-bio E in Italia? L'andamento è simile: la superficie complessiva a biologico in viticoltura non è aumentata nell'ultimo biennio e anzi, tra il 2022 e il 2024 è diminuita, in particolare in Sicilia e in Veneto ( ). Malgrado una modesta crescita in altre regioni, il saldo a livello italiano è di meno 4.000 ettari circa in viticoltura biologica e anche le superfici in conversione sono in fase di riflusso. In Sicilia la perdita in parte è rappresentata dall'abbandono del vigneto coltivato (biologico o no), mentre in Veneto il fenomeno è tipicamente quello della "deconversione". figura 1 tout court La rivista Tre Bicchieri del Gambero Rosso nei mesi scorsi ha pubblicato, in un articolo di Vittorio Ferla, le testimonianze di due cantine importanti della Valpolicella che hanno scelto di abbandonare il biologico a favore della difesa integrata, e certamente non sono le uniche. Nel contempo, va detto, nuove aziende entrano invece nel circuito del biologico, soprattutto nelle regioni mediterranee, dove le condizioni climatiche sono più sfavorevoli a certi parassiti (anche se di qui a dire che sono zone in assoluto "più vocate alla viticoltura" il passo è decisamente troppo lungo). Evoluzione delle superfici vitate biologiche e in conversione negli ultimi 10 anni. Dati tratti da "I numeri della viticoltura biologica su e Rapporto SINAB 2025. Nelle superfici sono comprese quelle investite a uva da tavola equivalenti, nel 2024, al 2,77% del totale con 3512 ettari www.inumeridelvino.it