ENOLOGIA Risparmio energetico e fermentazione alcolica Tiziana Nardi , Ileana Vigentini , Valentina Giovenzana , Roberto Beghi 1 2 3 3 Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l'Analisi dell'Economia Agraria (CREA), Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia, Conegliano (TV) · Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche, Università degli Studi di Milano · Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia, Università degli Studi di Milano 1 2 3 La temperatura di fermentazione e il ceppo di scelto giocano un ruolo importante nella produzione di vini bianchi e spumanti: modulare razionalmente il loro rapporto significa risparmiare frigorie, energia ed emissioni Saccharomyces cerevisiae Nelle imprese vitivinicole, il consumo di energia elettrica legato alla refrigerazione del vino rappresenta una delle principali voci sia in termini di costi sia di impatto ambientale. Il settore enologico si sta orientando verso modelli di produzione sostenibile, con l'obiettivo di ridurre non solo le spese economiche ma anche le emissioni di gas serra; di conseguenza si stanno ricercando nuove soluzioni per contenere il fabbisogno di energia elettrica. L'ammodernamento degli impianti non costituisce l'unica linea d'intervento: un elemento chiave è la revisione dei processi a livello enologico. La maggior parte dell'energia elettrica impiegata nelle cantine (circa il 90%) è infatti assorbita dai sistemi di refrigerazione utilizzati per il controllo della fermentazione, la stabilizzazione a freddo e la conservazione di mosti e vini. I vini bianchi e rosati risultano i più dispendiosi dal punto di vista energetico, poiché, per esigenze qualitative, richiedono temperature di fermentazione più basse. In tale scenario, l'impiego mirato dei microrganismi come strumento per aumentare la sostenibilità della vinificazione rappresenta un approccio recente e ancora poco approfondito. Solo pochi studi hanno infatti evidenziato come sia possibile ottenere un significativo risparmio energetico attraverso una gestione più attenta della temperatura di fermentazione, evitando raffreddamenti eccessivi quando non indispensabili, senza pregiudicare la qualità sensoriale del vino, grazie a un'adeguata selezione dei ceppi di lievito da utilizzare. UN DOCUMENTO OIV PER IL RISPARMIO ENERGETICO IN FERMENTAZIONE In accordo con le priorità scientifiche e tecniche del Piano Strategico 2025–2029, tra cui "adattare l'enologia e processi produttivi alle necessità del futuro", uno dei ruoli dell'OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino) è di valutare i metodi di produzione al fine di implementare soluzioni che limitino l'uso degli input e migliorino le prestazioni ambientali nella vitivinicoltura. Già dal 2020 il piano strategico sottolineava l'importanza di ridurre i consumi energetici anche attraverso l'innovazione microbiologica: "Nella produzione del vino appare importante puntare verso forme di riduzione dei consumi energetici, avvalendosi degli studi e dei risultati in campo microbiologico", si leggeva. In questo contesto è stato costituito un gruppo di lavoro, coordinato dall'Italia e comprendente esperti del Gruppo di Microbiologia provenienti da Francia, Germania, Spagna, Sudafrica e Russia, con il Segretariato Generale dell'OIV. Obiettivo principale era preparare un documento di competenza collettiva, accessibile liberamente da web, che sintetizzasse i progressi della ricerca relativi al risparmio energetico ottenibile durante i processi di fermentazione in vinificazione. Il gruppo di lavoro ha discusso il tema in più sessioni e il documento che ne è emerso nel 2025 (2025) ha riunito in un unico testo i principali elementi relativi allo sfruttamento dei microrganismi per ridurre il consumo energetico nel processo di vinificazione. "Energy saving in winemaking: impact on alcoholic fermentation"