ECONOMIA Le fiere del vino: quali, come e perché Lorenzo Biscontin L'internazionalizzazione del vino italiano verso un numero sempre crescente di mercati esteri ha portato a una vera e propria proliferazione di eventi fieristici, ognuno con le sue caratteristiche. Come scegliere dove andare e come prepararsi Una volta era tutto più semplice: c'era solo Vinitaly e qualche manifestazione locale, come la Douja d'Or per esempio. Gli ultimi vent'anni però sono stati caratterizzati da una forte internazionalizzazione del vino italiano, con il valore dell'export cresciuto del +188% tra il 2004 e il 2024. Nel solo periodo 2011-2021, l'export di vino italiano a valore è aumentato del +51%, contro il +41% della Francia e il +20% della Spagna. Questo è il risultato di una maggiore propensione all'esportazione da parte di tutte le cantine, grandi, medie e piccole, che hanno aumentato le risorse finanziarie e umane per essere presenti su un numero crescente di mercati esteri (a oggi il vino italiano viene esportato in oltre 100 Paesi). Allo stesso tempo la globalizzazione complessiva del consumo di vino ha generato la proliferazione di manifestazioni fieristiche dedicate, rendendo sempre più complessa, soprattutto per le cantine medie e piccole, la scelta di dove essere presenti e dove no. Per questo articolo abbiamo censito le principali fiere vinicole che si svolgono nel mondo ( ) e siamo arrivati a oltre 50. La prima implicazione di questa molteplicità di eventi è che in qualsiasi paese un operatore del può conoscere i vini e le cantine di tutto il mondo, Italia compresa, senza doversi spostare molto lontano. potete visualizzare l'elenco per paese con il QR Code a fianco trade L'obiettivo di questo articolo è di analizzare l'attuale scenario delle fiere vinicole mondiali per aiutare le decisioni delle cantine. Cominciamo con il grande trittico europeo: Wine Paris, ProWein e Vinitaly. WINE PARIS: IN CINQUE ANNI LA FIERA DI RIFERIMENTO Nel giro di cinque anni è diventata la fiera mondiale di riferimento. L'edizione 2026 ha registrato 6.537 espositori provenienti da 63 Paesi e 63.541 operatori da 169 Paesi. Sia per gli operatori che per gli espositori la ripartizione Francia vs Resto del Mondo era 50-50. Numeri importanti e in continua crescita, (sia espositori che visitatori nel 2026 sono aumentati del +20% rispetto all'anno precedente), che dimostrano come oggi Parigi sia la fiera a cui tutti guardano. Forse anche troppo. Secondo , Multi Brand Export Manager di cantine familiari, "Wine Paris è diventata la fiera di riferimento a livello mondiale, ma proprio per questo rischia di non essere la fiera adatta per cantine piccole o non strutturate, che non sono in grado di prepararla a dovere." Matteo Colla Matteo Colla A DUSSELDORF UN RIDIMENSIONAMENTO EFFICACE Le aspettative delle cantine italiane sulla partecipazione a ProWein 2026 erano piuttosto basse e invece alla fine i risultati sono stati più che soddisfacenti, malgrado i numeri sostanzialmente dimezzati rispetto alle edizioni pre-Covid e al Wine Paris 2026. In realtà proprio i numeri possono spiegare questo successo inaspettato: il rapporto visitatori/espositori tra le due fiere è sostanzialmente identico: 9,72 per Wine Paris e 9,12 per ProWein.