ECONOMIA Brasile: crescita reale e sfida strutturale Carlos Mayer Anche grazie agli accordi tra UE e Mercosur il mercato del più grande paese del Sud America è in costante crescita, ma sono necessarie alcune riflessioni sulla stabilità monetaria e sulle strategie degli operatori interni Da diversi anni il Brasile attira l'attenzione dei Paesi esportatori di vino. Mentre i mercati tradizionali registrano una contrazione dei consumi e un calo delle vendite dovuto a molteplici fattori, il più grande Paese dell'America Latina continua a presentarsi come un nuovo orizzonte di speranza per sostenere le vendite e compensare, almeno in parte, la flessione osservata in molte altre aree del mondo. Nel corso dell'ultimo decennio il consumo di vino è diventato un'abitudine sempre più presente nella quotidianità di una parte significativa dei brasiliani. Nello stesso periodo il mercato è cresciuto di circa il 41% in volume, raggiungendo i 445 milioni di litri. Per quanto riguarda le importazioni, secondo i dati ufficiali del commercio estero, tra il 2015 e il 2025 il Brasile ha registrato una crescita del 91%. Secondo i dati elaborati da Ideal BI, oggi una delle più autorevoli società di analisi e statistiche specializzate nel settore vinicolo in Brasile, solo nell'ultimo anno le importazioni di vini e spumanti sono aumentate del 4% in volume, per un totale di 18,3 milioni di casse da 9 litri, e del 6% in valore, raggiungendo i 550,6 milioni di dollari. Sia nel breve sia nel lungo periodo, osservando l'andamento del mercato brasiliano, è quasi impossibile non guardare al futuro con ottimismo. A questi indicatori positivi si aggiunge la recente firma dell'Accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, che prevede l'azzeramento graduale dei dazi all'importazione in un arco medio di tempo di circa dieci anni per vini e spumanti. La combinazione tra la contrazione dei mercati maturi, la crescita costante del mercato interno brasiliano e le nuove condizioni commerciali tra i due blocchi concentra sul Brasile l'attenzione, le aspettative e le ambizioni di vendita di molti produttori europei. Tuttavia, tutto questo genera anche un effetto di forte pressione che viene percepito soprattutto da chi opera già nel brasiliano. trade I dati dell'OIV riportati nel grafico di aiutano a comprendere meglio questa dinamica. Mentre la curva delle importazioni brasiliane cresce da almeno vent'anni — con un'accelerazione evidente nell'ultimo decennio — la curva dei consumi si mantiene mediamente più stabile, così come quelle della produzione e delle esportazioni. Se importazioni più produzione aumentano a un ritmo superiore rispetto alla somma di esportazioni più consumi, è plausibile dedurre che la differenza si traduca in un incremento delle scorte interne. figura 1 Figura 1. L'evoluzione dei consumi e del mercato del vino in Brasile dal 1995 a oggi in migliaia di ettolitri (dati OIV)