STORIA DI COPERTINA Il vino che anche a scuola premia la qualità Monica Massa Ph: Sara Fenu Quaranta elaborati realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Angelo Morbelli di Casale Monferrato (AL) hanno convinto la giuria del Manifesto Città del Vino a istituire un premio aggiuntivo come riconoscimento del grande lavoro svolto È una storia di entusiasmo, creatività e amore per il proprio territorio quella che ha portato l'Istituto Leardi di Casale Monferrato a vincere il Premio Qualità al concorso nazionale Manifesto Città del Vino 2026. Un riconoscimento inedito, istituito dalla giuria di fronte a una partecipazione così massiccia di un'unica scuola: quaranta elaborati grafici tutti di ottimo livello realizzati dalle due classi terze (a.s. 2024-2025) del , che fa parte del plesso scolastico dell'Istituto Superiore Leardi, con sede nell'omonimo palazzo. Palazzo Leardi a Casale Monferrato, situato nel centro storico, fu costruito alla fine del XVIII secolo. Nel 1852 la contessa Clara Leardi dispose la donazione del palazzo alla municipalità, affinché fosse sede di un istituto tecnico per le classi meno agiate. Il desiderio della nobildonna fu realizzato quattro anni dopo la sua morte, nel 1858, rendendo l'Istituto uno dei più antichi a livello nazionale. Da qualche anno l'I.I.S. Leardi ospita anche un Liceo Artistico, intitolato al pittore divisionista Angelo Morbelli, anch'egli di origini monferrine. Liceo Artistico Angelo Morbelli , docente per l'Indirizzo audiovisivo multimediale del Liceo, ci racconta che ogni anno arrivano tante proposte per partecipare a concorsi dedicati alle scuole, ma che per motivi di tempo e di programma non si può aderire a tutti. Arianna Carrera "La richiesta che è arrivata lo scorso anno da parte dell'Associazione Città del Vino non è passata inosservata - sottolinea Carrera - in quanto ricordavo che nel 2024 la nostra città, Casale Monferrato, aveva ottenuto il riconoscimento di Città Europea del Vino 2024, conferito da RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino) al territorio di Alto Piemonte e Gran Monferrato. Ho quindi deciso di proporre la partecipazione a entrambe le classi terze, che iniziano la specializzazione proprio nel triennio. I ragazzi e le ragazze hanno partecipato con entusiasmo, realizzando complessivamente quaranta disegni, con tecniche diverse, perché il bando non ha vincoli, se non quello di non inserire monumenti storici o qualcosa che richiamasse una città in particolare". Anita Sole 3AL - "Nel mio progetto volevo rappresentare una buchetta del vino per proporre una novità, poiché vigne e botti erano già state rappresentate in passato" BOTTIGLIE, BICCHIERI, COLLINE: QUARANTA INTERPRETAZIONI DEL MONDO DEL VINO C'è chi ha deciso di focalizzarsi sulla bottiglia, chi ha disegnato il bicchiere, chi le botti, qualcuno invece ha disegnato un paesaggio collinare e i borghi, senza nessun richiamo particolare al nostro territorio perché il regolamento lo vieta, dovendo il manifesto avere un carattere nazionale perché rappresenta tutte le Città del Vino italiane. Un lavoro che è partito dall'individuazione del soggetto, l'idea, il bozzetto fatto a mano, per concludersi con l'elaborato finale in digitale. "In tre settimane le tavole erano pronte! Le ragazze e i ragazzi si sono sentiti responsabili della prova e il dover affrontare il tema vino li ha portati a scoprire o a riscoprire il legame con il territorio e la sua storia contadina. Quando, a fine luglio, dopo che era passato ormai più di un mese dall'invio delle opere, mi è arrivata la lettera da Siena che ci diceva che avevamo vinto il Premio Qualità per i progetti realizzati è stata naturalmente una bella soddisfazione, anche perché era la prima volta che la nostra scuola partecipava".