VITICOLTURA Ciliegiolo dalla terra al calice Silvia Mangani, Giacomo Buscioni e Damiano Barbato , Benedetta Scarpelli e Andrea Triossi , Marco Mancini, Giulia Galli e Simone Orlandini 1 2 3 FoodMicroTeam s.r.l., già Spin-Off dell'Università degli Studi di Firenze · Agri4 Soc. Coop STP · Fondazione per il Clima e la Sostenibilità 1 2 3 In Toscana uno studio ha valutato le interazioni tra ambiente pedoclimatico ed espressione della qualità chimica e organolettica nei della Maremma terroir Nell'ultimo decennio l'interesse dei consumatori si è spostato verso prodotti caratterizzati da una minore gradazione alcolica, da un elevato contenuto fenolico e soprattutto da una forte identità territoriale. Questi cambiamenti hanno portato i produttori a riconsiderare l'utilizzo di cultivar che negli ultimi 20-30 anni erano state abbandonate come ad esempio il Ciliegiolo, un vitigno a bacca rossa autoctono della Toscana ma coltivato anche in numerose regioni dell'Italia centrale. Il vitigno deve il suo nome al color ciliegia dell'acino, così come all'aroma, che ricorda appunto le note gradevoli di questo frutto. Nonostante le potenzialità, il vitigno Ciliegiolo veniva principalmente impiegato nel taglio per fornire ai vini una maggior gradazione alcolica, sapori dolci di ciliegia, morbidezza, ma anche una discreta attitudine all'invecchiamento. Il Ciliegiolo risulta oggi un vitigno previsto dalla denominazione Maremma Toscana DOC Ciliegiolo, con percentuale minima dell'85%. Le caratteristiche organolettiche del Maremma Toscana DOC Ciliegiolo prevedono un colore rosso rubino, un profilo olfattivo delicato e una percezione al palato armonica e di corpo. Con quasi mille ettari di vigna, compresi tra la zona di Lucca e la Maremma, la Toscana – dove nascono alcune delle migliori interpretazioni in purezza di questa varietà - è la regione con la maggiore produzione di vini Ciliegiolo. Il progetto Ciliegiolo, finanziato dalla Regione Toscana (Intervento realizzato grazie al finanziamento DEFR 2022—Progetto Regionale 8 "Effetto dell'ambiente pedoclimatico di coltivazione sulla qualità del vino da uve Ciliegiolo prodotte in Maremma") nasce con l'obiettivo di valorizzare il vitigno autoctono Ciliegiolo attraverso un'analisi approfondita dell'ambiente pedoclimatico di coltivazione e del suo effetto sull'identità chimica e sensoriale del vino nell'area della Maremma grossetana. Il progetto ha unito competenze agronomiche, climatiche, microbiologiche e sensoriali coinvolgendo la cooperativa Terre dell'Etruria per il coordinamento e la vinificazione, la Fondazione per il Clima e la Sostenibilità per lo studio dell'agroclima e FoodMicroTeam s.r.l. per le analisi dei suoli, delle uve e dei vini. In due annualità sono stati analizzati 5 vigneti, selezionati perché rappresentativi di diversi contesti: da quelli pianeggianti vicini al mare a quelli collinari con differenti altimetrie. Le fasi hanno compreso l'installazione di sensori meteo, il campionamento delle uve a vari stadi di maturazione, la vinificazione sperimentale controllata e le analisi chimiche e sensoriali, concluse con la valutazione statistica dei dati raccolti. UNA GRANDE VARIABILITÀ DI SUOLI L'analisi pedologica condotta nel 2023 secondo i metodi ufficiali conferma come l'identità del Ciliegiolo sia legata a un mosaico di suoli estremamente eterogeneo. Dall'infografica del progetto a pagina 7 emergono delle distinzioni fra i 5 diversi areali: le e , situate in territorio pianeggiante e prossimo al litorale, presentano una matrice a prevalenza sabbiosa (fino al 60%), con suoli sciolti e poveri di argilla. Al contrario, i vigneti collinari mostrano profili più strutturati. La si distingue per l'elevato contenuto di argilla (33%) e la ricchezza di azoto e fosforo, mentre la mostra un profilo particolarmente equilibrato come tessitura, pur a fronte di una dotazione più contenuta in azoto e sostanza organica. Un caso unico è la , caratterizzata da un pH sub-alcalino (8,2) e una presenza significativa di calcare totale (9,7%). Zone 3 4 Zona 2 Zona 5 Zona 1 Questa variabilità pedologica, dai sedimenti sabbiosi costieri alle matrici equilibrate o calcaree dell'entroterra, definirà le diverse sfumature sensoriali del Ciliegiolo nel calice.