PREFAZIONE UNA LETTERA AI LETTORI Ci sono parole che cambiano significato nel tempo. "Vino", per me, è una di queste. Da bambino era la bottiglia scura sul bordo della tovaglia della domenica, quella che non dovevo toccare. Da adolescente era un segreto condiviso in cantina con gli amici. Da studente, al corso di Sommelier era una materia da imparare, un codice da decifrare, una grammatica di profumi e colori. Poi, con il tempo, è diventato qualcos'altro ancora — qualcosa che fatico a definire in modo tecnico, e forse è proprio per questo che ho cominciato a raccontarlo. Mi chiamo Giovanni Scapolatiello. Sono sommelier certificato AIS Italia e da qualche anno mi muovo tra cantine, vigneti e schermi digitali con un soprannome che mi sono guadagnato sul campo e che porto con orgoglio: Mister Wine. Non perché sappia tutto del vino — nessuno lo sa, e chi dice il contrario mente o vende qualcosa — ma perché il vino, per me, è diventato un modo di stare al mondo. Ho assaggiato migliaia di vini. Ho visitato cantine che sembravano cattedrali e altre che sembravano garage, entrambe capaci di emozionarmi. Ho incontrato vignaioli silenziosi e vignaioli che parlano come fiumi in piena. Ho capito, col tempo, che la cosa più interessante non era nel bicchiere — o non solo lì — ma nelle persone che quel bicchiere lo avevano riempito. È da questa convinzione che nasce questa collana dal nome: "Mister Wine – La Grande Bellezza del vino".