1. Introduzione La viticoltura rappresenta un elemento fondamentale per il Piemonte, in particolare per le aree collinari di Monferrato e Langhe, dove è radicata da millenni e costituisce un patrimonio culturale, economico e paesaggistico di straordinaria importanza. Questi territori, riconosciuti come Patrimonio UNESCO per i loro paesaggi vitivinicoli, sono il risultato di un’interazione millenaria tra uomo e natura, che ha modellato un paesaggio unico fatto di vigneti, borghi storici, castelli e torri, espressione di una tradizione vitivinicola di eccellenza e qualità internazionale [1][2][3]. Dal punto di vista economico, la viticoltura è una risorsa strategica per il Piemonte, con una produzione che di vigneto, quasi il 7% del totale italiano, e un valore alla produzione che supera il miliardo di euro, con un ruolo significativo nell’export regionale e nazionale [4][6], ed un impatto sul PIL regionale che supera l’1%. Tuttavia, molte realtà viticole collinari stanno attraversando una fase di critica rispetto alla sostenibilità economica, dovuta principalmente alla bassa valorizzazione dell’uva e ai crescenti costi di produzione, condizionata anche dai danni provocati dalle anomalie climatiche e dal maggior impatto di patologie della vite, che mettono a rischio la redditività delle aziende e la tenuta del settore. nel 2025 coinvolge oltre 44.000 ettari Il progressivo abbandono o la riconversione di vaste aree viticole comporterebbe rischi rilevanti non solo sotto il profilo economico, con la perdita di posti di lavoro e di un’importante fonte di reddito per le comunità locali, ma anche sociali e culturali, poiché si perderebbe un patrimonio identitario che ha plasmato la storia e le tradizioni di questi territori. Inoltre, dal punto di vista ambientale e paesaggistico, l’abbandono della viticoltura potrebbe determinare un degrado del paesaggio, con conseguenze negative sulla biodiversità, sull’assetto idrogeologico e sul rischio di erosione dei suoli, compromettendo la qualità del territorio e la sua attrattività turistica [5][3]. I rischi economici e sociali derivanti dall'abbandono o dalla riconversione di molte aree viticole sono molteplici e di rilevante impatto.