7. Prospettive giuridiche per la sostenibilità della viticoltura collinare piemontese: spunti per un dibattito sulla regolazione del mercato di Diego Saluzzo 7.1. Il Regolamento (UE) 1143/2024: un caleidoscopio di nuove opportunità La sostenibilità economica della viticoltura collinare in Piemonte richiede oggi un'evoluzione nell'interpretazione degli strumenti normativi applicabili. In tale contesto il recente Regolamento (UE) 1143/2024 (il " ") potrebbe rappresentare una possibile chiave di lettura, se visto non solo come un aggiornamento procedurale, ma percepito come un forte invito a ripensare la governance dei territori vitivinicoli piemontesi. Più in particolare, l'Articolo 32 del Regolamento - stabilendo che i raggruppamenti di produttori sono i soggetti responsabili della gestione operativa dei prodotti ad indicazione geografica - introduce una facoltà che appare meritevole di attenta analisi: la possibilità per i consorzi di integrare propri nei disciplinari impegni espressi di sostenibilità, passando da una tutela passiva di difesa della denominazione a una gestione attiva del valore, che si concreta in difesa del reddito e del territorio . È tuttavia necessario domandarsi, con la dovuta cautela, fino a che punto tale potere possa spingersi senza collidere da un lato con l'autonomia gestionale delle singole aziende consorziate e dall'altro con le limitazioni poste dal legislatore comunitario per favorire la libera concorrenza . Ciò comporta ragionevolmente che gli impegni di sostenibilità certamente non debbano essere imposti, quanto risultare piuttosto frutto di un'ampia concertazione volta a proteggere la sopravvivenza economica dei consorziati, nella misura in cui ciò sia funzionale a salvaguardare l'indicazione geografica stessa . Il tutto per evitare per quanto possibile la marginalizzazione di aree difficili, dove i costi di produzione fanno sì che la concorrenza sia basata quasi esclusivamente sul prezzo, rendendo la coltivazione della vite, e in particolare di talune varietà considerate aver minor valore di mercato, un esercizio spesso insostenibile, mettendo così a rischio l'intero tessuto sociale del territorio . In quest'ottica, l'adozione di criteri di sostenibilità certificati all'interno dei disciplinari non deve essere intesa come un mero aggravio burocratico, bensì come lo strumento giuridico necessario per differenziare l'offerta piemontese sui mercati internazionali, trasformando le esternalità positive della viticoltura collinare in un asset economico tangibile e difendibile . Solo attraverso una governance condivisa, che sappia coniugare il rigore della norma comunitaria con la flessibilità richiesta dalle specificità pedoclimatiche locali, sarà possibile garantire che il valore generato resti ancorato al territorio, trasformando il limite della pendenza e della frammentazione fondiaria in un vantaggio competitivo inimitabile . Regolamento [1][2] [3] [4] [30] [5] [6]