7.3. Modelli di regolazione e deroghe PAC: verso una nuova governance di filiera? La ricerca di un equilibrio tra libera concorrenza e stabilità dei redditi nella viticoltura piemontese può trovare il suo fondamento giuridico nella natura eccezionale del comparto agricolo all'interno dell'ordinamento europeo. Per comprendere come i territori collinari piemontesi possano evolvere, è necessario analizzare il perimetro delle deroghe concesse dalla Politica Agricola Comune (PAC) e l'efficacia dei modelli interprofessionali esteri come possibili indicatori di percorso per indirizzare un cambiamento di passo e di modello da parte dei consorzi vitivinicoli, come voluto proprio dal legislatore UE. In questo senso, l' (OCM Unica), disposizione di fondamentale importanza introdotta tramite il Regolamento UE 2021/2117 per favorire la transizione ecologica nel settore primario, funge da vero e proprio ponte normativo, legittimando accordi tra produttori che, pur incidendo potenzialmente sulla concorrenza, risultano indispensabili per il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale. Il nucleo della norma prevede infatti che l'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE, che vieta le intese restrittive della concorrenza, come i cartelli sui prezzi o sulla produzione, non si applichi agli accordi, alle decisioni e alle pratiche concordate tra produttori agricoli che mirino a raggiungere standard di sostenibilità superiori a quelli previsti per legge. Norma questa che peraltro può essere legittimamente invocata solo quando detti accordi perseguano effettivamente l'obiettivo ambientale di mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi o gestione sostenibile delle risorse idriche e del suolo e risultino indispensabili per il raggiungimento dello standard di sostenibilità prefissato . Articolo 210-bis del Regolamento (UE) 1308/2013 [9][15] Ciò comporta ovviamente che i consorzi abbandonino una visione atomistica del mercato per abbracciare un modello di programmazione strategica, dove la tutela della redditività non è un privilegio di categoria, ma il presupposto giuridico per garantire la continuità delle funzioni ecosistemiche e paesaggistiche che, nel nostro caso, le colline del Piemonte offrono alla collettività . [2][3][5]