L'articolo 5 del D.Lgs. 198/2021 vieta infatti l'imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente gravose . L'integrazione con il modello svizzero permetterebbe di dare un contenuto numerico a questo concetto: eccessivamente gravoso diventa ogni prezzo che non copra i costi vivi calcolati secondo parametri oggettivi. Questo trasformerebbe il Consorzio in un garante della sostenibilità non solo ambientale, ma propriamente sociale e reddituale . Inoltre, la pubblicazione di indicatori di costo certificati esercita una indubbia pressione reputazionale. Un imbottigliatore o un distributore che acquista uve a prezzi predatori, a fronte di costi di produzione certificati e pubblici, si espone a un rischio legale e d'immagine elevatissimo, facilitando un possibile intervento delle autorità di controllo anche in assenza di denuncia formale da parte del contraente debole . [7] [8] [16] Sotto il profilo giuridico, la trasposizione del modello elvetico nel quadro del D.Lgs. 198/2021 permetterebbe pertanto di qualificare il costo di produzione certificato come standard di ragionevolezza economica, trasformando la sua violazione in una presunzione iuris tantum di pratica commerciale sleale. In tal modo, l'onere della prova si sposterebbe in capo all'acquirente, il quale dovrebbe giustificare la congruità di un prezzo inferiore al costo di produzione adducendo verosimilmente specifiche e oggettive efficienze di filiera; il tutto rendendo di fatto la trasparenza del dato uno scudo normativo invalicabile soprattutto per la tutela della viticoltura eroica o svolta comunque in un contesto di bassa redditività . [11][12] 7.6. Il "modello Champagne": regolazione quantitativa e contratti pluriennali Il modello francese rappresenta l'esempio più calzante di eccezionalità applicata. Il Comitato Interprofessionale dello Champagne ( - ) gestisce non solo la promozione, ma anche la regolazione dell'offerta - resa per ettaro e riserva bloccata - per stabilizzare i prezzi delle uve . Questo approccio dimostra che la stabilità dei redditi è il miglior antidoto alla volatilità dei mercati, trasformando la denominazione in un distretto economico resiliente. Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne CIVC [28][23]