7.9. Conclusioni prospettiche L'adozione di elementi di questi modelli in Piemonte non dovrebbe mirare a una rigidità di prezzi, ma a una . L'architettura giuridica ed economica dianzi delineata permetterebbe così di tracciare un percorso evolutivo per la viticoltura del territorio, chiamata a superare la dicotomia tra libero mercato e protezionismo, orientandosi verso un modello di cooperazione regolata. In questa prospettiva, le conclusioni si articolano su tre direttrici fondamentali: la centralità del dato, la funzione sociale dei Consorzi e la resilienza del sistema-territorio. Pilastro di questa visione è la trasformazione dei Consorzi dei territori collinari piemontesi in veri e propri osservatori di filiera, chiamati poi ad operare concretamente di conseguenza; un contesto questo dove l'investimento più urgente per la viticoltura collinare piemontese risiede nella creazione di osservatori economici e giuridici capaci di produrre dati indiscutibili su cui basare le future politiche di comparto. Il Regolamento (UE) 1143/2024 offre la base legale per questa metamorfosi, legittimando i Consorzi a farsi carico della sostenibilità non solo ambientale, ma strutturale ed economica del territorio, innanzitutto assumendosi l'onere di produrre e diffondere dati scientificamente inoppugnabili a supporto dei dati di produzione effettivi . trasparenza informativa [1] L'obiettivo è attuare un'operazione di autentica trasparenza e lealtà informativa, che metta il viticoltore e il trasformatore si porsi al tavolo delle trattative supportati da parametri oggettivi, come ad esempio quelli utilizzati dal modello svizzero [24,25]. Così operando i Consorzi si fanno facilitatori della trattativa tra produttori e trasformatori, nonché bilanciatori sociali, consentendo che il valore generato dall'apprezzamento globale delle rispettive denominazioni si ridistribuisca in modo equo lungo tutta la catena. Ciò generando un beneficio per il contesto socioeconomico del territorio, proteggendo il reddito anche delle denominazioni meno remunerative, se ed in quanto necessarie per garantire un contesto vitivinicolo opportunamente variegato, evitando pericolosi squilibri e inutili penalizzazioni.