Il riconoscimento UNESCO (2014) del "Paesaggio Vitivinicolo del Piemonte: Langhe- Roero e Monferrato" ha codificato tale storia come "eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione e di un tessuto sociale fondato sulla cultura del vino" . In tutti i territori oggetto di questa analisi, la vite non è dunque soltanto elemento paesaggistico o infrastruttura produttiva: è un marcatore identitario. Plasma il calendario sociale, organizza la gerarchia dei saperi familiari, indirizza i modelli educativi e, attraverso le feste patronali legate alla vendemmia e alla mescita, fornisce il linguaggio condiviso di comunità spesso molto piccole. La sostenibilità economica della viticoltura collinare non può pertanto essere letta separatamente dalla sua funzione culturale: la tenuta dei redditi aziendali condiziona direttamente la capacità delle comunità di restare in collina, mantenere i paesaggi e tramandare un patrimonio immateriale. [8] 2.2. Caratteristiche ambientali e climatiche, morfologia collinare, suoli e vincoli alla meccanizzazione L'area collinare di Langhe, Roero e Monferrato è il risultato dell'emersione di sedimenti marini miocenici e pliocenici dal golfo padano, avvenuta tra 10 e 5 milioni di anni fa . La diversità dei suoli è sorprendente su brevi distanze: [9] Si passa dalle Marne di Sant'Agata fossili (Tortoniano), composte da argille miste a sabbie finissime con forte componente calcarea e tenore significativo di carbonato di magnesio e manganese che caratterizzano ampi settori della Bassa Langa albese, del Monferrato astigiano e del Tortonese e parte del gaviese , alle arenarie (Elveziano) caratterizzate sabbie compatte cementate da carbonati, di colore grigio-bruno; tipiche di Diano d'Alba e settori della Langa orientale. L’Alta Langa e i settori sommitali sono caratterizzati dalla “composizione di Lequio” (Serravalliano). È la formazione più antica, con alternanza di marne grigie e arenarie silicee, talvolta rossastre per la presenza di ferro. Le sabbie astiane (Pliocene) sono depositi sabbiosi profondi a drenaggio libero, poveri di calcare, caratteristici del Roero e delle Terre Alfieri, ma anche del nord astigiano ed in parte del casalese, dove conferiscono sofficità e grande permeabilità ai suoli . La formazione gessoso-solfifera è infine di scarsa importanza agronomica, presente in modo discontinuo nei vari territori. [9] [10]