La pendenza trasversale rappresenta un fattore critico per la sicurezza e l'efficienza della meccanizzazione. I trattori agricoli standard a due ruote motrici raggiungono il limite operativo di sicurezza a pendenze del 25-30%, mentre i trattori specializzati da vigneto con trazione integrale e baricentro ribassato possono operare fino al 35-40%, a condizione di adottare adeguati dispositivi di livellamento . Oltre tali soglie, la disposizione a rittochino (filari lungo la massima pendenza) è preferita per facilitare il transito meccanico e il deflusso idrico, ma comporta rischi di erosione che rendono necessario l'inerbimento dell'interfila . Quando le pendenze superano il 35-40%, si rende necessaria la sistemazione a terrazzamenti o ciglionamenti, con un incremento dei costi di impianto e una drastica riduzione della produttività del lavoro: si stima che in condizioni di viticoltura eroica il fabbisogno di manodopera raggiunga le 1.000 ore/ha/anno, contro le circa 450 ore/ha/anno della collina parzialmente meccanizzabile e le 100-150 ore/ha/anno della pianura . [17][18] [19] [16] Questa variabilità morfologica spiega in larga misura le differenze di costo di produzione, struttura aziendale e modello economico fra i diversi areali collinari del sud Piemonte, e rappresenta il primo elemento di contesto per la lettura della sostenibilità economica. 2.3. Struttura fondiaria e dinamiche aziendali: il quadro regionale I dati dell'Anagrafe agricola unica della Regione Piemonte , rappresentati in e in mostrano, nel periodo 2017-2024, una trasformazione strutturale profonda: il numero di aziende viticole piemontesi scende da 14.745 a 11.347 (-23%), mentre la superficie vitata tende a crescere (44.471 ha nel 2024, + 3,5%), determinando un aumento della superficie media per azienda da 2,9 a 3,9 ha. Le tre province cardine per l'area Langhe-Monferrato concentrano nel 2024 oltre il 95% della superficie vitata regionale. [20] tabella 1 figura 1