2.4.3. Morfologia e meccanizzazione Le colline tortonesi presentano pendenze variabili, con versanti esposti a sud-ovest frequentemente superiori al 25-30%; nei settori più elevati verso l'Appennino ligure, le pendenze raggiungono il 35-40%, rendendo necessari trattori specializzati a baricentro ribassato e, in alcuni casi, la lavorazione manuale. L'impianto è tipicamente a controspalliera con potatura a Guyot, sesti di 4.000-4.500 ceppi/ha. Le rese disciplinari sono contenute e l'orientamento qualitativo ha progressivamente ridotto le rese effettive a 60-80 q/ha sulle selezioni di Timorasso. 2.4.4. Sostenibilità economica della viticoltura La sostenibilità economica del Tortonese dipende molto dal mantenimento del posizionamento di fascia alta del Timorasso, che compensa costi colturali elevati per pendenza, frammentazione fondiaria e crescente fabbisogno di manodopera specializzata. 2.5. L'areale del Gaviese 2.5.1. Contesto storico e identitario Il Gaviese, dominato dalla DOCG Gavi o Cortese di Gavi, è il cuore piemontese della viticoltura bianca di qualità. La coltivazione del Cortese nelle colline marnoso-calcaree a sud di Alessandria ha origini documentate almeno dal XVII secolo, e il legame fra il vitigno e la comunità locale è tale da aver dato vita a una delle poche denominazioni piemontesi a forte orientamento internazionale fin dagli anni Settanta del Novecento.