2.5.3. Morfologia e meccanizzazione Le colline del Gaviese si collocano in un range di pendenze del 15-25%, con versanti dolci e buona accessibilità meccanica; la controspalliera con Guyot è il sistema prevalente, con densità di 4.000-4.500 ceppi/ha. Il modello aziendale è più strutturato rispetto al Tortonese: le aziende sono mediamente più grandi, con una quota significativa di conferimento alle cantine cooperative e alle grandi aziende di imbottigliamento. 2.5.4. Sostenibilità economica della viticoltura Il modello economico del Gavi è fortemente (oltre il 60% dei volumi destinati ai mercati esteri, in particolare Regno Unito e Nord Europa, il che conferisce resilienza alla domanda ma anche esposizione ai cicli valutari e alle politiche commerciali internazionali. export-oriented 2.6. L'areale dell'Ovadese 2.6.1. Contesto storico e identitario L'Ovadese rappresenta il territorio storico del Dolcetto, vitigno che qui assume il ruolo di emblema comunitario: il vino rosso di pronto consumo, "quotidiano" ma non banale, che accompagna la cucina contadina monferrina. La DOC Dolcetto di Ovada e la DOCG Ovada o Dolcetto di Ovada Superiore rappresentano le denominazioni di riferimento, affiancate dalla Barbera del Monferrato DOC . [22] 2.6.2. Principali denominazioni e superfici La illustra l’evoluzione della Denominazione Dolcetto d’Ovada tra il 2015 e il 2025, mettendo a confronto numero di aziende, superfici vitate e dimensione media aziendale, con le variazioni percentuali delle superfici a 5 e 10 anni. tabella 5 Nel 2015 si contano 439 aziende per 740 ha, con una dimensione media di 1,69 ha/azienda. Nel 2020 le aziende scendono a 350 e la superficie a 592 ha, con una media invariata di 1,69 ha/azienda. Nel 2025 il calo prosegue: 301 aziende e 498 ha, con Ha/azienda sostanzialmente stabile a 1,66. Il dato che emerge è un progressivo ridimensionamento della Denominazione, con un numero minore di operatori e meno ettari complessivi, ma senza cambiamenti significativi nella taglia media delle aziende.