4.4. Altre operazioni meccanizzabili e relative considerazioni economiche Nel vigneto collinare piemontese, accanto a potatura e vendemmia, le operazioni meccanizzate complementari — fra cui spollonatura, diserbo sottofila, sfogliatura, cimatura e gestione in verde (legatura) — consentono di migliorare efficienza e sostenibilità aziendale. La spollonatura può essere condotta sia in modo meccanico (testine rotanti o attrezzi interceppo) sia chimico (principalmente NAA e glufosinate ammonio), con la letteratura che evidenzia per entrambe efficacia e risparmio di manodopera, ma risultati ottimali solo tramite un’attenta scelta delle tempistiche . Va inoltre sottolineato che l’operazione di spollonatura chimica non è ben accetta da molti viticoltori e dalla filiera in generale, che si orienta, come per il diserbo, verso soluzioni che limitano l’uso di prodotti chimici. [10][29] Il diserbo sottofila con attrezzi meccanici, in particolare macchinari interceppo, coltivatori e attrezzi tagliaerba, assicura controllo delle infestanti e tutela della fertilità, risultando più sostenibile delle strategie chimiche, soprattutto in viticoltura di collina, con pendenze trasversali non eccessive. Cimatura e sfogliatura meccanizzata risultano ormai operazioni standard: la prima consente tagli regolari e rapidi (1–2 h/ha), la seconda un risparmio di tempo elevato (da 18–25 h/ha a 2–3 h/ha) e risultati comparabili rispetto alla modalità manuale sul piano qualitativo e produttivo . [29][30][31][32] Particolare rilevanza rivestono oggi le legatrici portate e le acconciatrici per la gestione in verde, impiegate sia nella legatura dei tralci produttivi (dopo la potatura lunga) sia per il condizionamento successivo della vegetazione (“palizzamento”), specie nei vigneti a Guyot dove la verticalizzazione e la chiusura della parete fogliare sono prerequisiti per efficienza fotosintetica ed efficacia delle successive lavorazioni. L’impiego di legatrici elettroniche portatili “tape” riduce drasticamente i tempi di lavoro da valori tradizionali di 14–20 h/ha (manuale) a 4–6 h/ha (elettronica) e consente la regolarità e ripetibilità dell’intervento su impianti con sesto regolare. Studi recenti e prove in vigneto riportano un risparmio di oltre il 50% dei costi di legatura per ettaro e una sensibile riduzione del rischio di stress per l’operatore, in condizioni di sicurezza e con minore impatto sulla struttura dei tralci . [33]