AZIENDA AGRICOLA FAVARO BENITO L’Azienda Agricola Favaro Benito nasce nel 1992, una piccola realtà completamente a conduzione familiare. Ad accogliermi un mercoledì di marzo è proprio Camillo Favaro con il suo cucciolone di boxer di nome Zolfo che non sta fermo un secondo, un vero giocherellone che non smette di scodinzolare e correre attorno a noi per tutto il tempo. In pensione giovane, dopo aver lavorato in una grande azienda nel torinese, Benito Favaro non ha mai tagliato il cordone affettivo che lo lega alla sua nascita contadina. Suo nonno aveva una piccola realtà agricola. Ripartì così con una seconda vita da viticoltore nei primi anni Novanta. Lo fece a Piverone, in provincia di Torino, dove è nato e sempre vissuto, e dove oggi ha sede la Cantina Favaro. Tenace e determinato è tutt’ora coinvolto a tempo pieno nella gestione dei suoi vigneti insieme al figlio Nicola. Camillo, invece, entrato in azienda a tempo pieno nel 2006 fa del suo meglio in Cantina nel condurre i vini verso la giusta direzione. Mamma Rossana - mi dice Camillo - come tutte le mamme fa un po’ di tutto con grande passione, è il loro jolly senza il quale mancherebbe la quadratura del cerchio. La sorella Elena, infine, con suo marito Claudio, coltiva tutti i vigneti di uve a bacca nera che poi vinificano nella loro cantina. I loro vigneti, per un totale di cinque ettari, sono tutti siti a Piverone e l’Azienda a oggi produce 20.000 bottiglie l’anno che ben presto con la nuova vigna arriverà a produrne 30.000. Camillo vive letteralmente assieme a una delle sue vigne “ ” che è situata proprio ai piedi della sua meravigliosa casa. «Ad aver avuto l’intuizione di iniziare questa avventura fu mio padre, egli come un vero “playmaker” si occupa ancora oggi della cura dei vigneti ed è da sempre il vero cuore del nostro marchio.» «Agli esordi, seguendo i consigli degli agricoltori del posto, mio padre scelse con cura i vigneti e decise di piantare erbaluce nonostante a quell’epoca non ci fosse l’interesse attuale per i vitigni autoctoni, allora erano particolarmente in auge i vitigni internazionali. Andando fin da subito controcorrente cominciò dal 1992 a coltivare la tradizionale uva erbaluce che, per accorpare il primo ettaro di vigna, dovette acquistare con ben otto atti notarili.» le chiusure