152 - Elisabetta Azzolini Cantina Gnavi Il vino uno dei maggiori segni di civilt nel mondo Ernest Hemingway La storia della cantina Gnavi indissolubilmente legata a Caluso e alle sue colline moreniche, dove risiedono anima e cuore del vitigno erbaluce. Proprio come i loro vini, anche il loro cognome autoctono e racconta una storia di sapere e tradizioni del territorio che si tramandano di padre in figlio. Tutto incominci alla fine dell'Ottocento, con la fondazione di un'azienda familiare di carradori che, oltre a occuparsi del trasporto di merci, si specializz nella coltura della vite. Fu il Cavalier Giovanni a dare inizio all'impresa enoica vera e propria. Consapevole della qualit dei suoi prodotti, negli anni '50 del secolo scorso, mise in commercio il frutto del lavoro appassionato dei suoi vitigni. Ben presto il cognome Gnavi diventa sinonimo di vini eccellenti e l'azienda si afferma come uno dei pi importanti produttori del Caluso Passito. Negli anni '90 il testimone passa ai figli del Cavalier Giovanni, Carlo e Guglielmo, che introducono nuove produzioni, realizzando quel connubio tra tradizione e innovazione che caratterizza oggi la loro cantina. Attualmente Carlo - rimasto unico erede e custode del sapere del padre - insieme al nipote Giorgio, coltiva con passione i vitigni di propriet , tutti siti in Caluso, seleziona e raccoglie le uve e le vinifica di mano propria, per dar vita alle tre diverse declinazioni dell'Erbaluce. L'Azienda Gnavi possiede le vigne nella zona storica di Caluso e sono tutte coltivate a pergola per un totale di 3 ettari; i supporti utilizzati in vigna sono in legno di castagno che servono come struttura e strada di passaggio. Qui non c' solo un discorso di terrazzamenti, di coltivazione a pergola ma anche di definire ogni tre, quattro filari il passaggio del carro che ti facilita la gestione del vigneto (soprattutto di vendemmia). Intorno alle vigne troviamo ancora boschi e piante di castagno, fico e pesco che non si trovano a caso qui, in quanto, mi spiega Giorgio, un tempo le vigne venivano utilizzate anche come orti. Sempre come segni del passato possiamo osservare in ogni vigna dei tini rotondi di cemento (detti treau e ciman) che servivano per preparare i trattamenti direttamente sul posto da somministrare. appena arrivata la primavera e mentre parlo con il mio amico Giorgio, oggi assisto per la prima volta a uno dei momenti pi evocativi e suggestivi del ciclo vegetativo della vite: il pianto.