CANTINE CROSIO L'avventura di Roberto Crosio, figlio di Mariangela Susigan, inizia nel 2000 a Caluso, zona storicamente nota per l'Erbaluce. Da sempre ha avuto un forte legame con la viticoltura e la terra e, proprio per questo motivo, un giorno i suoi genitori decisero di regalargli un vigneto che ha segnato il suo punto d'inizio. Un inizio insolito quello di Roberto, il quale decise di puntare non solo sul nobile vitigno a bacca bianca ovvero l'erbaluce ma anche di investire tempo e risorse in controtendenza, rispetto alle altre realtà anche su vitigni a bacca rossa meno conosciuti ma da sempre presenti in Canavese. Una filosofia che nasce dal desiderio di dare un'anima ai suoi vini: un'anima composta dal vitigno, dal territorio, dal clima e dallo stesso vignaiolo. Le sue vigne sono situate a Caluso, sulla collina morenica che chiude l'Anfiteatro della Serra d'Ivrea, nelle posizioni più vocate per la coltivazione della vite. Ci troviamo a un' altezza media di 320 mt. s.l.m. con esposizione a Sud / Sud-Est. Il terreno di natura morenica in questa zona è particolarmente ricco di detriti ghiaiosi e di sabbia. Lui lavora molto in vigna, mi dice soddisfatto e lo fa nel pieno rispetto per le piante e per la terra: interviene solo quando è necessario lasciando che la natura faccia il suo corso, senza forzature. Per Roberto produrre vino è un fatto culturale, di mantenimento e continuo ricordo della tradizione. Oltre al vitigno erbaluce, allevato secondo la tradizionale pergola canavesana, troviamo infatti varietà note come la barbera e il nebbiolo, unite ad altre tipologie a bacca rossa, che costituiscono un'importante testimonianza canavesana, oggi un po' abbandonati e un po' sottovalutati. I suoi modi rispecchiano un po' i suoi vini, soprattutto i rossi… Spigolosi, esplosivi e con l'indomabile temperamento di una vigna che sa il fatto suo. Hanno un colore profondo e un profumo intenso, vinoso e permanente. Non credo servano altre parole. Un indomabile temperamento «Il mio è un duro lavoro, che non cambierei per nulla al mondo, fatto di estremo rigore per l'assidua ricerca della qualità. A questo ho applicato l'insegnamento dei miei genitori che con il Ristorante Gardenia di Caluso, danno lustro al territorio canavesano: la ricerca del meglio e dell'Anima delle cose.»