178 - Elisabetta Azzolini Azienda Agricola Giacometto Bruno Giacometto Bruno "autoctono" di Caluso, nato nel 1961 da una famiglia di contadini costituita da suo padre Giuseppe, da sua madre Nella e da suo fratello Aldo. Il soprannome di questa famiglia qui in Canavese "I Burane", le burane - mi spiega Bruno - sono in dialetto le tane nei fienili dove nei tempi passati i maschi della famiglia andavano a dormire. Lavorare la terra rappresenta una sua passione fin da bambino e nonostante gli studi in informatica che l'hanno portato a lavorare prima in Olivetti e poi in Comdata, ha sempre trovato un po' di tempo da dedicare a questa sua forte vocazione. Il vino con cui nata storicamente l'Azienda il Passito di Caluso, prodotto gi dai suoi nonni paterni, nonna Teresa (Ginota) e nonno Gioachino (Chin), e materni, nonna Angela (Angiolina) e nonno Giovanni (Giuanin). Le prime bottiglie di Caluso Passito furono imbottigliate da suo padre nel Natale del 1962, per una circostanza del tutto familiare. Il Dicembre del 1962 fu molto particolare e importante per la sua famiglia in quanto nacque suo fratello Aldo e in onore di quell'occasione, suo pap offr ai parenti il suo Caluso Passito. Fra i presenti c'era lo zio Cambursano Giovanni, rappresentante di Salumi e Formaggi nell'alto Piemonte e Valle D'Aosta, il quale inizi questo fraseggio con il pap di Bruno: Giovanni nel sorseggiare il vino passito: «A l bun!» ( buono!) Giuseppe: «At pias? A l' dal 1954!» (Ti piace? dell'anno 1954!) Giovanni: «Prope bun e cer, verre chitn ?» (Proprio buono e limpido cristallino quanto vino hai?) Giuseppe: «Ma due tre damigiane» (due tre damigiane, un centinaio di litri) Giovanni: «I tan farie par Natal sent bute cun a ticatta, che vrisa rigalaie ai me client» (Mi imbottiglieresti per Natale cento bottiglie con etichetta che vorrei regalarle ai miei Clienti?) Giuseppe: «A va ben par naut Sabat pasa a piaje» (Va bene per un altro sabato saranno pronte passa a prenderle) Ed cos che inizi il primo imbottigliamento importante con l'uso tradizionale della bottiglia renana, ancor oggi adottata dall'Azienda. Nel