INTRODUZIONE L'istinto del viaggio Da sempre nella storia dell'uomo il viaggio rappresenta un momento importante e caratterizzante della propria vita. Ogni antica civiltà fondava il proprio potere e la propria forza sulla capacità di avviare e mantenere rapporti con popoli diversi. Antiche popolazioni come quella egizia e babilonese hanno costruito la propria grandezza attraverso gli scambi commerciali che intrattenevano con altri popoli consentendo così di far viaggiare oltre che merci, idee, conoscenze e cultura. Questo è oggi il mio intento, trasmettere il mio territorio che rappresenta il mio sapere, la mia identità, le mie origini e il mio vissuto. Rappresenta anche la parte più intima di me, il mio trasporto mentale, corporeo ed emozionale che conferisce sin da quando sono bambina tonalità, colore e significato alla mia esperienza. Parlare del Canavese non è assolutamente cosa facile, comporta delle grandi difficoltà dovute, a esempio, a una comunicazione territoriale che solo da poco tempo sta crescendo e si sta espandendo. Inoltre, la qualità media dei vini canavesani, in particolare quella legata ai vini bianchi, si è dimostrata negli anni altalenante e, spesse volte, in difficoltà a mantenere il passo di una concorrenza sempre più agguerrita anche a livello regionale. Nonostante ciò, la volontà è quella di focalizzarmi sulle potenzialità di questo territorio in grado di produrre grandissimi vini: unici, ricchi di storia e tradizione. Voglio concentrarmi sulla loro capacità di evoluzione, molte volte smentita da una considerazione anche locale che li percepisce come vini "semplici" da bere giovani con una shelf-life di massimo 1-2 anni, ed è proprio da qui che ha inizio la mia avventura. Dopo un breve accenno alla storia del Canavese e al suo territorio la prima tappa del mio viaggio, forse quella più lunga e impervia, vede protagonista il vitigno erbaluce per il quale ho affrontato una sorta di "sfida nel tempo". Con alcuni produttori abbiamo comparato annate diverse con altri, invece, abbiamo assaggiato bottiglie provenienti dal loro archivio storico, sia per quanto riguarda l'Erbaluce fermo, Spumante e sia per il Passito di Caluso.