262 - Elisabetta Azzolini Azienda Ferrando Come direbbe Mario Soldati questo un vino "genuino", un vero e proprio essere umano, vivente, immensurabile, inanalizzabile se non entro certi limiti, variabile per un'infinit di motivi, effimero, ineffabile, misterioso. "Non si beve per dimenticare, beviamo solo per ricordare" questo il mio motto. Questa sera degustando da sola lo stesso vino assaggiato nel pomeriggio con Roberto Ferrando ricordo lo stile del mio primo giorno di scuola, di una notte passata in bianco perch terrorizzata da ci che mi aspettava. Questa bottiglia un ricordo di quando immediatamente al mio arrivo la vidi, con la sua frangetta bionda e i suoi occhioni grandi, di una dolcezza unica. Riconobbi cos a uno a uno, i tratti di quelli che sarebbero diventati i miei nuovi compagni di vita: una ragazza dai ricci ribelli, un'altra dalla risata contagiosa, un ragazzo dalla voce tenue e sensibile e lei, con il suo sguardo amico. Una lezione dopo l'altra ci si ritrov cos , senza accorgersene, nove mesi dopo. Il tempo vol , i ricci crebbero, la ragazza dalla risata contagiosa ottenne risultati meravigliosi, lui con quella voce sensibile si rivel un ottimo relatore e lei, non ne parliamo di lei, divent il mio punto di riferimento. Di fronte a calici di vino, degustando oltre 100 etichette, toccando la terra, respirando l'aria, sentendo la passione degli uomini e assumendo la consapevolezza di una verit importante: siamo cresciuti. Il vino mi ha fatto comprendere i miei limiti, come sono fatta, cosa sono capace di provare ed a Federico, Giulia, Cristina e Lia che dedico questo vino.