UN SALUTO DI CUORE La terra di questo vitigno rappresenta per me memoria, radici, famiglia e tradizione. Mio nonno aveva un rapporto speciale con quei grappoli. C’è davvero ancora molto da fare per comunicare agli appassionati e non solo, le preziose sfumature di questo vitigno che in ognuna delle sue tre declinazioni è in grado di conferire una firma di tipicità, non omologata, non banale, con degli aromi che sono in grado di sedurre. Amavo tremendamente mio nonno, era uno di quei saggi che sapevano avvolgerti con i loro racconti incredibili fatti di guerra, di fame, di difficoltà e povertà, di terra. Era bello mio nonno, robusto e alto, con le sue mani grandi ed estremamente callose, irrimediabilmente rovinate dal tanto lavoro e il volto cotto dal sole dove guizzavano due occhi azzurri, meravigliosi. Un contadino canavesano che trasmetteva una grande tranquillità interiore, che amava la campagna e il suo lavoro. Quando mi raccontava la grandiosità della natura, il susseguirsi delle stagioni, il significato di certi suoi gesti e il perché delle cose, si emozionava e io perdevo la concezione del tempo. Aveva una forza incredibile, i suoi racconti ti entravano dentro, diventavano tuoi. Lui era un tutt’uno con le sue radici, abituato al sacrificio e alle rinunce, ma era sostenuto dalla concretezza delle tradizioni e dal rispetto di tutto quello che lo circondava.