Itinerario delle mie emozioni - 29 Ivrea la bella Ivrea la bella che le rossi torri specchia sognando a la cerulea Dora nel largo seno, f sca intorno l'ombra di Re Arduino (dal poema "Piemonte", di Giosu Carducci, citata nel capitolo "A passeggio per la citt ", Lazzaro, l'uomo che aveva perso il passato) La citt d'Ivrea fu fondata intorno al V secolo a.C. dai Salassi, un popolo d'origine celtica stabilitosi nel Canavese. Il toponimo potrebbe quindi derivare dalla divinit celtica Epona, in particolare dalla contrazione dei termini gallici epo - affine al greco antico hippos (cavallo) - e reda- cio carro a quattro ruote, indicandola come gi strategica stazione viaria di carri equestri per gli accessi cisalpini. I romani latinizzarono il nome, che sub delle varianti, quali Iporeia, quindi Ivreia, Ivrea. A partire dal I secolo a.C. fu infatti colonia romana, collocata a presidio della via militare che dalla pianura piemontese si spingeva nelle valli della Dora Baltea. Particolarmente rilevanti, tra le testimonianze archeologiche di questo periodo, sono i ruderi dell'anfiteatro collocato a breve distanza dall'attuale centro storico. In seguito mut nome in Augusta Eporedia. Nel periodo longobardo invece, Ivrea divent sede dell'omonimo ducato tra il VI e il VII secolo. All'inizio del secolo VIII Ivrea divent contea e marca, sotto il regno franco, attraverso la nascente dinastia Anscarica. Qui, dopo un periodo di contrasti con Warmondo (potente vescovo della citt ), nell'anno 1000 fu acquisita dal marchese Arduino da Pombia il quale, l'anno dopo, a Pavia, verr eletto Re da una dieta di principi e signori contro il volere dell'imperatore Ottone III di Sassonia. La citt Ivrea acquis grande importanza all'interno del Regno d'Italia. Re Arduino, in forte contrasto sia con la chiesa di Ivrea che con quella di Vercelli, fu scomunicato dal papa Silvestro II e rest sul trono fino al 1014, anno in cui abbandon la lotta ritirandosi nell'abbazia di Fruttuaria, dove mor nel 1015. Sul finire dell'XI secolo, dopo il periodo degli Arduinidi, Ivrea torn a essere dominata dalla signoria vescovile.