292 - Elisabetta Azzolini Cantina produttori Nebbiolo di Carema Al passo con i tempi, nel rispetto della tradizione Parlando delle attivit su cui si basa l economia di Carema bisogna assolutamente partire dalla Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema e oggi, per ricostruirne la storia, ho raggiunto Viviano Gassino, l attuale presidente, e mi sono affidata ai racconti di Luciano Clerin. «La Cantina fu fondata nel 1960 da un gruppo di 10 viticoltori residenti: Giovanni Bosonetto, Domenico Cassetto, Adriano Cosa, Arduino Giovanino, Battista Martinetti, Gaudenzio Martinetti, Martino Martinetti, Arturo Perono, Adelio Vairos e Pierino Vairos. Per alcuni anni la vita della cantina fu frammentaria e piuttosto caotica in quanto per la mancanza di una sede propria si operava in modo disordinato e confuso: il vino raccolto era invecchiato parte nel garage di un socio e parte nelle grandi botti presso la cantina di Armando Clerin. Allo stesso modo le operazioni di imbottigliamento avvenivano all'interno del garage di Arturo Perono, tramite l'utilizzo di una piccola imbottigliatrice a vaschetta, dotata di quattro beccucci e le bottiglie erano chiuse con una tappatrice manuale di propriet di qualche socio. La commercializzazione di quasi tutte le bottiglie venne data in esclusiva alla ditta GI.PI di Bairo Canavese, una distilleria che produceva l'allora famoso "Amaro di Bairo". La collaborazione con questa ditta dur fino al 1970 quando il titolare Bruno Getto cedette il marchio del famoso distillato e cambi tipo di attivit creando a San Bernardo, la ICAS, una societ ancora oggi esistente che si concentra sull'esportazione in tutto il mondo di gabbiette utilizzate per fermare i tappi delle bollicine di spumante.» Ecco che in quegli anni iniziarono a prendere forma i primi progetti concreti per la Cantina dei Produttori dove si pens , fin dall inizio, allo stretto necessario: un grande locale per sistemare le bottiglie e invecchiare il vino, un' area destinata alle fasi di imbottigliamento, un alloggio per un eventuale custode e un ufficio magazzino per stoccare le bottiglie in attesa di confezionamento e cos fu inoltrata domanda di contributo all' Assessorato Regionale all'Agricoltura sperando in un esito positivo. E cos fu, dopo poco tempo, arriv un contributo di 11 milioni di lire. Si arriv cos alla fine del 1966, il locale per l' invecchiamento del vino era ormai pronto ma mancavano le botti. Le uniche a disposizione erano quelle poche comprate dal Consorzio