CANTINE MORBELLI I miei anni più belli La loro presentazione è stata scritta da me in modo diverso e personale in quanto per me loro sono una grande famiglia e di loro ne ho un ricordo "indelebile". L'Azienda Morbelli nasce per iniziativa di Giovanni Morbelli, originario di Rivalta Bormida e si proponeva inizialmente di commercializzare i vini nella città e nel comprensorio d'Ivrea dove la nascente industria Olivetti stava creando nuove prospettive commerciali. Nel corso degli anni l' Azienda con l'ingresso del figlio Venanzio si trasformò e si modernizzò, oltre a commercializzare e a vinificare le uve iniziò a produrre direttamente nei propri vigneti in Carema vini di alto pregio. La vigna di proprietà denominata "Piole", da cui deriva il suo vino, è situata in una buona posizione e con un'ottima esposizione, le viti hanno un età di 40-60 anni consentendo così di raggiungere altissimi livelli di produzione. La quantità annuale di bottiglie dell'azienda si aggirava sulle 15.000 bottiglie con vino proveniente da uve di produzione propria integrate con partite acquistate da produttori locali di fiducia, uve che venivano attentamente selezionate, vinificate sotto la guida di un esperto enotecnico e invecchiate come da disciplinare nelle "crote" di proprietà in Carema. Nel 1977 Venanzio morì in un incidente e la reazione del padre Giovanni e della Madre Rosa fu drastica: incolparono in qualche modo Carema di averli portato via loro figlio e volevano vendere la vigna. A non essere d'accordo fu la sorella di Venanzio, Daniela Morbelli che decise di rilevare l'azienda senza particolari esperienza in campo, ma con uno straordinario intuito tutto femminile. Per questa signora, all'ora ventenne non fu facile, il Carema era un vino poco conosciuto che in pochi bevevano a causa della sua forte acidità. A quei tempi, mi dice Daniela sorridendo, quasi tutti bevevano i vini novello o i vini frizzanti rossi quindi un vino morbido e dal costo basso. Il Nebbiolo di Carema fino ad allora era un vino che non era mai sbarcato fuori dalle porte locali ma grazie a Daniela raggiunse gli Stati Uniti, la Germania e la Svizzera. Un vino difficile da produrre a causa anche degli spazzi ridotti che imponeva il comune, un vino di cui se ne poteva produrre poche bottiglie e alcune volte la produzione non riusciva a star dietro a quella che era la richiesta.