C'era una volta Settimo Vittone I due nomi Settimo e Vittone appartengono a tempi diversi e distanti tra loro, più di mille anni. La provenienza del primo nome è da collocare in epoca romana e deriva dall'originaria dicitura: " " da Ivrea verso Aosta. Più complesso diventa invece assegnare la derivazione del secondo toponimo. Fra le tante ipotesi, si presta maggiore credibilità a quelle che lo fanno derivare da una corruzione di Guido, Guidonis o Vidonio, Signore del luogo e parente di Guido da Spoleto, Re d'Italia. Altre invece lo collegano a " ", guide che vennero istituite l'anno 1193 allo scopo di proteggere il passaggio dei pellegrini e dei viandanti lungo il fondo valle, di solito attaccati e derubati dai predoni. Settimo Vittone è un comune montano che si estende dal fondovalle, solcato dalla Dora Baltea, sino ai crinali montuosi del Mombarone e racchiude un paesaggio davvero unico e straordinario: . Anche qui, come a Carema, si coltivano principalmente le uve ottenute dal vitigno nebbiolo. A Settimo Vittone, inoltre, si sta assistendo alla rinascita dell'olivicoltura attraverso il fiorire di nuovi impianti che impreziosiscono il paesaggio e permettono il recupero di antiche specie che già crescevano sul territorio. Stiamo parlando di un luogo ricco di storia, di testimonianze: troviamo numerosi nuclei minori e chiese di remota origine, uniti fra loro da un fitto sistema viario di antiche mulattiere sulla traccia della Via delle Gallie. Su esso si staglia il complesso preromanico della e del cinto dalle mura dell'antico castello di Anscario Marchese di Ivrea. Il centro storico del capoluogo, caratterizzato da strade strette su cui si affacciano fitte cortine di case secolari che spesso sovrastano la strada, mantiene vive nei toponimi, le antiche origini: il Borgovecchio, arroccato al di sotto del Castello e il Borgonuovo, sorto più in basso, lungo la via Attone Anscario Massimo; più a sud, la Chiesa di S. Marta dell'omonima confraternita, la seicentesca chiesa di Sant'Andrea e l'antico ospitaletto di San Leodigario (attuale sede del Ristorante la Sosta). La via Francigena attraversa il paese e collega il complesso alla chiesa romanica di San Giacomo in frazione Montestrutto. ad septimum lapidem miliarium uitoun o witun ritornano gli antichi terrazzamenti in pietra secco sormontati da colonne tronco coniche chiamate "pilun" che modellano il versante esposto a pieno sud e sorreggono le pergole in legno Pieve di San Lorenzo Battistero di San Giovanni,