326 - Elisabetta Azzolini C'era una volta Settimo Vittone I due nomi Settimo e Vittone appartengono a tempi diversi e distanti tra loro, pi di mille anni. La provenienza del primo nome da collocare in epoca romana e deriva dall' originaria dicitura: "ad septimum lapidem miliarium" da Ivrea verso Aosta. Pi complesso diventa invece assegnare la derivazione del secondo toponimo. Fra le tante ipotesi, si presta maggiore credibilit a quelle che lo fanno derivare da una corruzione di Guido, Guidonis o Vidonio, Signore del luogo e parente di Guido da Spoleto, Re d'Italia. Altre invece lo collegano a "uitoun o witun", guide che vennero istituite l'anno 1193 allo scopo di proteggere il passaggio dei pellegrini e dei viandanti lungo il fondo valle, di solito attaccati e derubati dai predoni. Settimo Vittone un comune montano che si estende dal fondovalle, solcato dalla Dora Baltea, sino ai crinali montuosi del Mombarone e racchiude un paesaggio davvero unico e straordinario: ritornano gli antichi terrazzamenti in pietra secco sormontati da colonne tronco coniche chiamate "pilun" che modellano il versante esposto a pieno sud e sorreggono le pergole in legno. Anche qui, come a Carema, si coltivano principalmente le uve ottenute dal vitigno nebbiolo. A Settimo Vittone, inoltre, si sta assistendo alla rinascita dell' olivicoltura attraverso il fiorire di nuovi impianti che impreziosiscono il paesaggio e permettono il recupero di antiche specie che gi crescevano sul territorio. Stiamo parlando di un luogo ricco di storia, di testimonianze: troviamo numerosi nuclei minori e chiese di remota origine, uniti fra loro da un fitto sistema viario di antiche mulattiere sulla traccia della Via delle Gallie. Su esso si staglia il complesso preromanico della Pieve di San Lorenzo e del Battistero di San Giovanni, cinto dalle mura dell'antico castello di Anscario Marchese di Ivrea. Il centro storico del capoluogo, caratterizzato da strade strette su cui si affacciano fitte cortine di case secolari che spesso sovrastano la strada, mantiene vive nei toponimi, le antiche origini: il Borgovecchio, arroccato al di sotto del Castello e il Borgonuovo, sorto pi in basso, lungo la via Attone Anscario Massimo; pi a sud, la Chiesa di S. Marta dell'omonima confraternita, la seicentesca chiesa di Sant'Andrea e l'antico ospitaletto di San Leodigario (attuale sede del Ristorante la Sosta). La via