Società Agricola Rostagno Mi trovo nel comune di Forno Canavese, ai piedi delle Alpi Graie, ai confini del territorio Alto Canavesano. Sono in compagnia di Gianpaolo Rostagno e Daniela Basolo, viticoltori che sono pronti a condividere con me la loro esperienza in vigna, il loro ritorno alla campagna e il loro amore sconfinato per il mestiere del vignaiolo e per il loro territorio. L'azienda vitivinicola Rostagno nasce nel 2004 a seguito di una serie di vicende personali dove sostanzialmente sia Gianpaolo che suo padre sono rimasti senza lavoro a causa di una forte crisi industriale che caratterizzò quegli anni. Questa difficoltà è stata vissuta per la famiglia come un'occasione per dedicarsi completamente alla viticoltura, per creare un'Azienda Agricola e portare avanti tutto il discorso della vinificazione e della coltivazione dei vigneti a Forno Canavese dove, fino ad allora, avevano la proprietà di piccolissimi appezzamenti per la produzione di vino a uso esclusivamente familiare. « » Era arrivato per me il momento di trovare il coraggio per intraprendere una scelta importante in quanto, nel frattempo, tutti i piccoli coltivatori limitrofi ai nostri terreni stavano abbandonando via via tutti gli appezzamenti. Nel corso di pochi anni in queste zone il bosco avrebbe prevaricato sui vigneti e per questo motivo ho deciso di procedere in una direzione coraggiosa: ampliare i terreni e costruire nuovi impianti. Una sfida che ha ridato luce alla mia vita. Daniela Basolo, oltre a essere innamorata di Giampaolo, nutre un legame fortissimo con questi posti e così decide di abbandonare anche lei quello che fino a ora era stato il suo mondo, cioè quello degli elicotteri, e di proseguire la sua vita decollando su queste terre che ama profondamente. Quando sono partiti coi nuovi impianti la scelta del tipo di uvaggio è stata abbastanza difficile, hanno deciso di partire con una varietà autoctona di queste zone cioè lo chatus e con una varietà invece un po' estranea a questo territorio cioè il nebbiolo. Per questa varietà in questa zona non ci sono mai stati grandi cenni storici e ha rappresento una vera e propria scommessa per Gianpaolo. « » Solitamente il nebbiolo non veniva coltivato in queste zone in quanto si diceva non maturasse correttamente invece, oggi, rappresenta per noi una scommessa vinta.