350 - Elisabetta Azzolini Societ Agricola Rostagno Mi trovo nel comune di Forno Canavese, ai piedi delle Alpi Graie, ai confini del territorio Alto Canavesano. Sono in compagnia di Gianpaolo Rostagno e Daniela Basolo, viticoltori che sono pronti a condividere con me la loro esperienza in vigna, il loro ritorno alla campagna e il loro amore sconfinato per il mestiere del vignaiolo e per il loro territorio. L'azienda vitivinicola Rostagno nasce nel 2004 a seguito di una serie di vicende personali dove sostanzialmente sia Gianpaolo che suo padre sono rimasti senza lavoro a causa di una forte crisi industriale che caratterizz quegli anni. Questa difficolt stata vissuta per la famiglia come un'occasione per dedicarsi completamente alla viticoltura, per creare un'Azienda Agricola e portare avanti tutto il discorso della vinificazione e della coltivazione dei vigneti a Forno Canavese dove, fino ad allora, avevano la propriet di piccolissimi appezzamenti per la produzione di vino a uso esclusivamente familiare. «Era arrivato per me il momento di trovare il coraggio per intraprendere una scelta importante in quanto, nel frattempo, tutti i piccoli coltivatori limitrofi ai nostri terreni stavano abbandonando via via tutti gli appezzamenti. Nel corso di pochi anni in queste zone il bosco avrebbe prevaricato sui vigneti e per questo motivo ho deciso di procedere in una direzione coraggiosa: ampliare i terreni e costruire nuovi impianti. Una sfida che ha ridato luce alla mia vita.» Daniela Basolo, oltre a essere innamorata di Giampaolo, nutre un legame fortissimo con questi posti e cos decide di abbandonare anche lei quello che fino a ora era stato il suo mondo, cio quello degli elicotteri, e di proseguire la sua vita decollando su queste terre che ama profondamente. Quando sono partiti coi nuovi impianti la scelta del tipo di uvaggio stata abbastanza difficile, hanno deciso di partire con una variet autoctona di queste zone cio lo chatus e con una variet invece un po' estranea a questo territorio cio il nebbiolo. Per questa variet in questa zona non ci sono mai stati grandi cenni storici e ha rappresento una vera e propria scommessa per Gianpaolo. «Solitamente il nebbiolo non veniva coltivato in queste zone in quanto si diceva non maturasse correttamente invece, oggi, rappresenta per noi una scommessa vinta.»