Luca Gili Conosco Luca Gili ormai da diverso tempo e ricordo con estrema simpatia tutti i nostri lunghi discorsi sui vini naturali e biologici. Ai tempi ero molto giovane e ancora bisognosa (come oggi d'altronde) di trovare la mia via di pensiero ma, la voglia pulsante di crescere e di sperimentare, mi ha portato ad innamorarmi anche di questa filosofia. Anno dopo anno Luca ha cercato di tradurre e accompagnare questo spirito nella produzione di vini del territorio, producendo vini autentici in grado di raccontare, o meglio portare con sé, cultura e tradizione locale in maniera diretta, schietta e sincera. Se affondiamo le radici nelle origini canavesane più lontane possiamo riscoprire antiche varietà di uve come il Neretto Gentile e il neretto Duro che qui a casa Gili hanno trovato la giusta cura. Per definire meglio i profili e relative differenze in vigna, adotta rese bassissime per entrambe le varietà, una gestione abbastanza uniforme in vigna e una vinificazione relativamente standardizzata per entrambe in cantina. Lo standard è molto semplice, per i suoi vini opta per fermentazioni spontanee, lascia arrivare il vino a secco, travasa e mette in barrique. Il gioco è fatto! « » In passato queste uve autoctone venivano utilizzata esclusivamente in blend in quanto fanno poco accumulo zuccherino e sono vitigni estremamente produttivi con grande fertilità per cui non se ne sono mai conosciute con precisione le attitudini enologiche. Un tempo nelle nostre terre si parlava di agricoltura di sussistenza cioè di piccoli vigneti casalinghi di famiglia da cui ogni anno c'era la necessità di produrre qualcosa; non c'era il discorso qualitativo ma quantitativo. Questo spiega in buona ragione la sopravvivenza della varietà neretto in queste zone. Luca inizia a fare vini una quindicina di anni fa e, con il passare del tempo, territorio, vitigni autoctoni, lieviti indigeni e tanta sperimentazione soprattutto in macerazione carbonica diventano i suoi punti di forza. Ogni anno ad attenderlo sono risultati unici, poliedrici e tal volta diversi ma mai noiosi. Quello che alimenta e mantiene viva la passione di Luca è proprio la curiosità e il divertimento. Dopo diverse esperienze in aziende anche decisamente più grandi, dove il vino seguiva altri parametri di produzione, decide di mettersi in gioco con una sfida coraggiosa e provocatoria, e così prelevò dalla sua vigna un po' di erbaluce e provò a vinificarlo come se fosse un vino rosso, senza alcuna aggiunta e correzione migliorativa. Solo uva!