Itinerario delle mie emozioni - 385 Marco Piano I primi esordi «Mi dicono che da piccolo quando a Natale mi veniva chiesto cosa volessi da Babbo Natale la risposta secca fosse: "un pezzo di terra per fare l'orto". Immagino che questa risposta sia la conseguenza del fatto che mio nonno, di origini contadine, fin da piccino mi portava con s nel suo enorme orto mostrandomi quella che era la sua passione, stimolando inconsapevolmente quello che credo essere l'ancestrale legame che ognuno di noi ha con la terra. Sono passati ormai parecchi orti da allora. La passione contagiosa di mio pap per il vino ha fatto il resto, un'occasione da non perdere ha completato l'intenzione e in un attimo ci siamo trovati a dover fare i conti con vecchie vigne di Palazzo Canavese a cui dare nuova vita. Siamo convinti che recuperare quello che hanno costruito con la volont , la sapienza e la saggezza i nostri predecessori sia la chiave per dare il giusto valore e rispetto al tesoro che ci siamo ritrovati tra le mani. Per questo dove stato possibile abbiamo preservato le viti vecchie integrando con quelle nuove ove lo spazio lo consentiva. Per ora il nostro obbiettivo la produzione di un blend con prevalenza di barbera riconducibile al nostro Canavese Rosso. Ad oggi una nuova vigna di erbaluce sta prendendo forma vicino a quella di nebbiolo picotendro, sono queste le tipologie che rappresentano appieno il nostro territorio vitivinicolo, e saranno queste che in un futuro non troppo lontano vorremmo proporre. Siamo agli esordi, possiamo considerare la nostra prima vendemmia quella del 2020, la produzione si stima essere circa 2200 bottiglie di vino rosso e circa 500 di vino bianco. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio fantastico, unico al mondo, dove la biodiversit contribuisce a renderlo unico, in tanti finalmente se ne stanno accorgendo, questo ci fa ben sperare per il futuro e la rinascita di queste terre vocate da tempo alla viticoltura.»