Massimiliano Fornero Vigneti Altaluce «Ciao a tutti, mi chiamo Massimiliano Fornero ho quarantotto anni, sono felicemente sposato con due figli. Nasco da una famiglia di commercianti di scarpe, studio a Ivrea, ragioneria, poi dopo alcuni anni nel mondo del lavoro decido di intraprendere un percorso parallelo che prevede la mia iscrizione all'università di giurisprudenza, per la precisione all' indirizzo diritto di impresa. L'idea era quella di laurearmi ma di continuare l'attività dei miei genitori. Quando ho 25 anni mio padre improvvisamente muore ed entro così definitivamente nella società di famiglia con zii e cugini - una scelta dettata più da un senso di dovere. Passano così più di vent'anni di lavoro e intanto il mondo cambia, anche se non con la stessa rapidità di oggi. Nel tempo libero frequento sempre la montagna come alpinista e spesso lo faccio con mia moglie, la quale condividendo con me questa stessa passione, ci ha permesso di vivere insieme grandi salite tra Italia, Francia e Svizzera. Nel 2011 divento guida escursionistica, parallelamente al mio lavoro provo a intraprendere anche quella strada professionale. Per qualche anno riesco a gestire la cosa fino a quando il tutto diventa inconciliabile con gli impegni e la famiglia. A novembre scorso mia mamma si ammala, passo un periodo duro, ospedali interventi e da questo momento difficile nascono riflessioni, diversità di vedute, analisi e bilanci. A dicembre, con la semplice idea di poter arrotondare le entrate e fare qualcosa a contatto con la natura mi iscrivo al corso Simonit di potatura. All'inizio non ne capivo nulla, quando mi han detto che la vite è una "pianta acrotona" pensavo fosse una parolaccia, poi da lì la mia idea era quella di andare per un breve periodo in Svizzera a lavorare in alcune aziende che ho conosciuto andando in montagna. Ma tutto cambia, mia mamma si riprende a fatica e lasciare Ivrea per me è stato impossibile. A gennaio, grazie a un amico comune Vittorio, con il quale c'è stata subito intesa, il suo entusiasmo contagioso ha fatto nascere in me un forte dubbio esistenziale: "perché non fare qualcosa qui, a casa mia, legato alla mia terra così bella e controversa, a volte difficile, ma immensamente ricca di fascino, storia e tradizione?"