Azienda Agricola Andrea Manfrinati Nuova vita in Canavese L'Azienda Agricola di Andrea Manfrinati, situata a Roppolo sui declivi morenici del Lago di Viverone, pur essendo nata ufficialmente nel 2007 affonda le sue radici nel lontano 1984. Qui il lavoro agricolo si tramanda di padre in figlio e si basa sul forte legame che Andrea ripone nella tradizione degli antichi mestieri, scandito dai ritmi quotidiani della vera agricoltura rurale contadina. Fin dall'inizio l'azienda è stata gestita secondo i dettami dell'agricoltura biologica, al solo scopo di mantenere un totale rispetto nei confronti della biodiversità interna e del consumatore finale. «Sono Andrea Manfrinati, un produttore che dopo anni di produzioni vinicole destinate solamente a uso familiare, consapevole della grande potenzialità della materia prima, decide di trasformare un hobby in una vera e propria professione. Non sono legato in modo viscerale a un territorio in particolare ma mi piace valorizzare luoghi, varietà e storie che sanno trasmettermi emozione. Penso che in Canavese l'erbaluce sia dotato di una propria identità ed è per questo che ho deciso di provarci. Ho vigne dislocate anche in altri paesi, come a Candelo e a Ronco Biellese. Per le varietà a bacca rossa ho deciso di investire tutto sulla ricerca di antichi vitigni, un bellissimo esempio è la Slarina, che sta avendo un successo incredibile. Lo scorso anno ho fatto un impianto nuovo a Candelo dove troviamo altre varietà rappresentate dal galvàn- tipico della provincia biellese- e dallo chatus e dal baguet, varietà più rappresentative dell'Alta Savoia. Adesso vorrei intraprendere un progetto in terra canavesana, di rivalutazione di antichi cloni di erbaluce - già intrapreso da me nel biellese per la varietà nebbiolo grazie alla collaborazione con altre aziende del territorio. Un ettaro di vigneto dove sono presenti oltre venti tipi diversi di cloni di nebbiolo, selezionati nelle vecchie viti di quella zona. Una sorta di "vigneto sperimentale" dove si confrontano le diverse particolarità di questi cloni. Dalla loro peculiarità in ambito delle microvinificazione, a quello agronomico, all'individuazione delle varietà più resistenti e più interessanti anche in base ai nuovi cambiamenti climatici, infine come banca di propagazione del materiale da innesto.