Giuseppe Lucci La mia storia da vignaiolo nasce nel 2016 quando, all'età di 37 anni, citando una celebre frase di Jep Gambardella de "la grande bellezza" realizzo che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. Un amico di vecchia data mi parla di una sua conoscenza, tale Luca Gili, già reduce da diverse avventure nel mondo del vino ma ancora alla ricerca di una strada, di un modo di fare vino "senza padroni" finalizzato alla valorizzazione del territorio. Diventiamo Amici. Luca mi offre la sua cantina come luogo per poter esprimere le mie idee legate al vino, differenti dalle sue ma ugualmente un po' anarchiche. Decido di acquistare un terreno isolato (ex vigna) a Piverone, vista su lago, esposizione al sole meravigliosa ed un piccolo casotto, rifugio di due giovani soldati inglesi durante la Seconda guerra mondiale. Il luogo diventa per me subito magico, preparo il terreno e inizio a piantare le prime 450 viti. Successivamente ristrutturo anche il vecchio casotto per farlo diventare una sorta di "pensatoio" ma anche un luogo di condivisione di "pensieri". Natura e spiritualità, le due parole a cui sono da sempre ancorato. Nel 2018 acquisto poi due vecchie vigne vicine, dove convivono in modo armonico erbaluce, nebbiolo, barbera, croatina, neretto e freisa. E ha inizio così la mia vinificazione…. Nasce il mio primo vino, Anima Salva. Nebbiolo in purezza. Fermentazione spontanea, nessun controllo di temperatura. Circa 20 mesi di barrique di rovere di terzo passaggio. L'idea è quella di creare un vino che conduca alla terra, alla bellezza della natura che ha donato le uve. L' anima salva non è la mia. Anima Salva è una dedica ad una persona in particolare che è riuscita a salvare la propria anima nel tempo, attraverso la sofferenza. Proprio come le Anime Salve di Fabrizio De Andrè. Poi un bianco, il Miserabile. Erbaluce in purezza. Anche qui fermentazione spontanea, nessun controllo di temperatura, qualche giorno di macerazione sulle bucce. Poi 10 mesi di barrique nuova di rovere tostato. L'idea è quella di "santificare" un vitigno per tanto tempo considerato minore. Una sorta di riscatto. Proprio come I Miserabili di Victor Hugo, è un vino fatto di peccato (il legno tostato) ma anche di redenzione (per l'equilibrio e la struttura che si crea).